Scalate ostili e interferenze straniere. Perché gli 007 difendono l’economia. L’analisi di Aresu

Scalate ostili e interferenze straniere. Perché gli 007 difendono l’economia. L’analisi di Aresu
La cosa più importante e urgente, in ambito di intelligence economica, è sviluppare non solo strumenti di mera reazione, ma di analisi e anticipazione dell’evoluzione delle catene del valore in cui l’Italia è coinvolta. Tutti i dossier della prossima indagine del Copasir nell'analisi di Alessandro Aresu, consigliere scientifico di Limes e direttore scientifico della Scuola di Politiche
L’attenzione del Copasir per le aziende strategiche dell’economia italiana, annunciata da una serie di audizioni sul sistema bancario e assicurativo, riflette una maggiore consapevolezza del ruolo dell’intelligence economica nella vita nazionale.

In primo luogo, si tratta di un’attenzione che giunge con un certo ritardo, rispetto all’evoluzione internazionale. Infatti, è stata carente nel contesto della lunga crisi economica, non tanto per mancanze dei servizi di informazione quanto della consapevolezza politica, così diminuendo il nostro spazio di reazione in una fase di netto indebolimento della capacità industriale italiana.

In secondo luogo, sarà importante distinguere tra l’intervento straniero e i problemi di competitività dell’Italia. Con un discorso di verità. Quando alcuni veicoli finanziari erano interessati a Carige, qual era il vero problema? Veniva prima la scarsa chiarezza dei loro obiettivi o prima lo stato della banca che ha portato al successivo salvataggio? In termini simili, le radici dell’acquisizione da parte di Crédit Agricole delle tre Casse di Risparmio di San Miniato, Cesena e Rimini vanno individuate nelle debolezze italiane, non nello spirito avventuriero francese. In certi casi del sistema creditizio, come avvenuto in passato per Unicredit, ciò che conta è la scarsa contezza della fragilità e della gravità della situazione, oltre alla mancanza di chiarezza sulla governance.

Un terzo aspetto riguarda il rapporto tra la geografia degli investimenti e l’instabilità mediterranea. In sostanza, in tutti i paesi impegnati nelle guerre per procura mediterranee – a partire dal fronte libico – vi è un controllo politico delle decisioni della maggior parte degli operatori finanziari e industriali. Quando queste decisioni toccano l’Italia – come è avvenuto sia per quote di partecipazione che per cessioni di rami di azienda – è importante guardarle da vicino, per stabilire il loro effettivo legame con le guerre per procura in corso.

In quarto luogo, un tema sempre più importante del sistema creditizio e assicurativo è la sua intensità tecnologica e innovativa. In termini di infrastrutture, da questo punto di vista conta in particolare il destino di Borsa Italiana, già all’attenzione del governo. Nel medio termine, sarà interessante capire se in questo decennio alla crescente capacità tecnologica dei principali operatori assicurativi cinesi si accompagnerà l’acquisizione di asset europei. La sensibilità anticinese del Copasir potrebbe già portare a guardare con maggiore attenzione le joint venture e gli accordi tra banche e assicurazioni italiane con gli operatori di Pechino.

Quinto punto: sia nell’ambito finanziario e in quello industriale, l’aspetto delle scalate andrebbe legato alle prospettive delle aggregazioni europee. Come mostrato da alcuni casi della disciplina golden power (nata per corrispondere a regole europee), si può ritenere che la minaccia di grave pregiudizio agli interessi dello Stato possa giungere da aziende di altri Stati europei. In seguito, questo tema potrebbe riproporsi proprio per gli equilibri di future aggregazioni.

Quello sopra ricordato è un breve catalogo dei temi alla possibile attenzione del Copasir. La cosa più importante e urgente, in ambito di intelligence economica, è sviluppare non solo strumenti di mera reazione, ma di analisi e anticipazione dell’evoluzione delle catene del valore in cui l’Italia è coinvolta e del loro sviluppo in termini tecnologici, geopolitici, occupazionali. Un tema che vede ancora un investimento scarso da parte dello Stato, delle società partecipate e delle imprese private, ma che diventerà sempre più attuale.

ultima modifica: 2020-01-13T09:20:31+00:00 da Redazione

 

 

 

 

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