Emilia Romagna? Se Salvini vince e il governo cade. L’analisi è firmata dal FT

Emilia Romagna? Se Salvini vince e il governo cade. L’analisi è firmata dal FT
Long-read del quotidiano finanziario britannico dedicata alla "scommessa" di Matteo Salvini in Emilia-Romagna. Il voto regionale può dare uno scossone all'"improbabile" maggioranza Pd-Cinque Stelle e lanciare il leghista verso Palazzo Chigi. Nessun accenno alle Sardine

Se Lucia Borgonzoni e la Lega vincessero le elezioni in Emilia-Romagna, “non solo darebbero una martellata al Pd, ma con ogni probabilità innescherebbero una crisi nella coalizione di maggioranza con i Cinque Stelle, che potrebbe far venire giù il governo”. È netto il verdetto del Financial Times, che a meno di due settimane dal voto regionale dedica la sua long-read alla sfida del Carroccio.

Nel giorno in cui, dalle colonne del Corriere della Sera, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte assicura che quelle elezioni rimangono “espressione di una comunità regionale” e non decidono “del destino del governo nazionale”, il quotidiano finanziario britannico la vede in modo diverso. E si spinge oltre: se Salvini dovesse davvero fare irruzione nella “casa spirituale del socialismo italiano” e terremotare così il governo, “le nuove elezioni potrebbero vederlo tornare al potere come primo ministro italiano”, scrive Miles Johnson.

Dovesse riuscirgli, si tratterebbe di un “comeback”, termine che in inglese indica un ritorno in tempi rapidi, anzi una risalita. Da dove? Dallo stallo in cui si è trovato l’ex ministro dell’Interno dopo la crisi di agosto, quando ha fatto “la più grande scommessa politica della sua carriera buttando giù la sua coalizione di governo da una spiaggia italiana, vestito in costume da bagno e con un mojito in mano”. Una scommessa che “gli si è ritorta contro”, dice il giornale d’oltremanica. Non senza aggiungere un severo giudizio sul matrimonio rossogiallo: un “patto improbabile” del Pd con il Movimento Cinque Stelle che “ha rispedito Salvini all’opposizione”.

Dopo un momento di spaesamento, “la popolarità nazionale della Lega si è consolidata, e i sondaggi hanno continuamente mostrato che è di gran lunga il primo partito in Italia”. Da allora Salvini, “talentuoso e instancabile stratega delle campagne elettorali”, ha girato in lungo e largo il Paese, piazza per piazza, sagra per sagra, convinto che l’all-in alle regionali possa dare lo scossone decisivo al governo Conte bis.

Può farcela? I sondaggi dicono che nulla è scontato, e non è un caso che il Financial Times parli di una “scommessa” per Salvini. La Borgonzoni, numeri alla mano, è avviata a un “testa a testa” con il presidente della Regione e candidato del Pd Stefano Bonaccini. Tanti fattori possono far pendere l’ago della bilancia. In Emilia-Romagna, ad esempio, “l’economia è in ottima salute, con uno dei più veloci tassi di crescita del 2018 secondo la camera di commercio della regione, e un tasso di disoccupazione che è quasi la metà di quello nazionale”. Una carta che può trasformarsi in un decisivo assist per il ritorno di Bonaccini alla guida della regione. C’è un “ma”: “Ma tutto questo non ha appianato il più ampio risentimento nazionale contro l’insicurezza economica e l’immigrazione”, puntualizza il quotidiano finanziario.

“Come ha fatto un’area che in Italia per l’intero dopoguerra è stata considerata la più convinta regione rossa – con una orgogliosa tradizione di resistenza alla politica di estrema destra – a raggiungere il punto in cui la piattaforma di sicurezza e anti-immigrazione di Matteo Salvini potrebbe trionfare?” è la domanda che campeggia al centro dell’analisi.

La risposta sta nella peculiarità dell’Emilia-Romagna, che è sì una regione storicamente rossa, ma ha sempre votato Pc, spiega il politologo della Luiss Giovanni Orsina, perché i suoi elettori “vedevano nel partito il difensore delle loro comunità locali e delle loro tradizioni”. Molti degli artigiani, commercianti, piccoli imprenditori che un tempo guardavano con fiducia alla falce e al martello tentennano di fronte al Pd, “un partito social-democratico”.

La “scommessa” di Salvini, conclude il Financial Times, è aperta e si giocherà sulla divisione centro-periferie che nei mesi e anni passati si è confermata un solco costante fra partiti sovranisti e partiti d’establishment e moderati. Nessun accenno viene fatto alle Sardine, il movimento di piazza guidato, fra gli altri, dall’attivista Mattia Santori, che oggi medita un salto in avanti, e forse anche un partito. Un’assenza eloquente nell’analisi del giornale inglese: la sfida Borgonzoni-Bonaccini si giocherà in altri mari.

ultima modifica: 2020-01-13T10:10:29+00:00 da Francesco Bechis

 

 

 

 

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  • Gotico

    Vista l’attendibilità dei giornali italiani quando si tratta di scrutare il day after delle elezioni direi che sarà terremoto politico.