Gli americani hanno aumentato le esercitazioni congiunte con gli alleati Nato nel 2019. Mai così intense dai tempi della Guerra Fredda. E l’obiettivo è sempre la deterrenza nei confronti della Russia

Nel 2019 gli Stati Uniti hanno condotto una serie senza precedenti di esercitazioni militari. Sono stati 93 gli wargame in 29 Paesi, tra cui l’Italia. Esercizi sia navali che aereo. Newsweek fa una carrellata in cui racconta anche che 4 jet F-35 sono decollati dalla Hil AFB nello Utah per arrivare sui cieli della Penisola (non è chiaro il tipo di missione).

Gli F-35 sono la via della seta statunitense, il vettore della difesa che permette l’integrazione tecnologica dal valore altamente strategico tra i paesi del blocco atlantico. Per questo certe manovre sono interessanti, in quanto rivelano lineamenti strategici.

Newsweek scrive, attraverso le sue informazioni, che le attività americane e alleate hanno avuto più che altro la Russia come ipotetico obiettivo è target di deterrenza. Di più: rappresenterebbero la più lunga serie di test anti-russi dai tempi della Guerra fredda. “In vista di un possibile deterioramento del clima in Europa — spiega Newsweek, citando documenti della Nato — c’è preoccupazione di non poter avere sufficienti soldati via terra nell’Est Europa che possano fare da deterrente a interferenze o attacchi russi”.

E le attività alleate troverebbero nella controparte una risposta. Anche Mosca ha alzato la quantità delle esercitazioni, condotte in alcuni casi insieme a Cina e Iran. Fino allo scorso maggio la priorità americana sembrava un’altra: l’ex consigliere alla sicurezza nazionale, John Bolton, aveva annunciato che i bombardieri B-52 e la portaerei “Abraham Lincol” erano diretti in Medio Oriente a causa di “segnali di problemi in aumento” dall’Iran. Ma da quel giorno di fine maggio, ci sono stati nuovi dispiegamenti nell’Est europeo; per esempio diversi caccia Super Hornet sono stati schierati in Romania. Nei giorni successivi hanno attraversato i cieli a nord della Grecia, sopra lo Ionio e si sono diretti in Lituania.

I Navy Seals, uno dei corpi d’élite statunitensi, hanno portato avanti altre esercitazioni, via terra, a ottocento chilometri da Mosca. Altre esercitazioni sono state effettuate in Finlandia, Estonia, Grecia, Turchia, Slovenia, Croazia, Ungheria e al largo delle coste scozzesi.

A fine maggio il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, aveva manifestato la sua preoccupazione per la crescente attività militare della Nato al confine. Secondo l’agenzia di stampa russa Tass, negli ultimi tre anni sono aumentati di dieci volte le intercettazioni aeree da parte dell’aviazione russa. Ma da anni la Nato registra continue violazioni tra i cieli alleati da parte di aerei russi, così come sconfinamenti marittimi (emblematico il caso di un sommergibile russo che bazzicava le acque svedesi quarto anno fa).

 

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