Renzi? Non uscirà dalla maggioranza ma legga Esopo. La versione di Borghi (Pd)

Renzi? Non uscirà dalla maggioranza ma legga Esopo. La versione di Borghi (Pd)
Secondo il deputato del Partito democratico la forza guidata da Matteo Renzi non uscirà dalla maggioranza. Ora è necessario far ripartire il Paese, non esasperare le posizioni su un tema come la prescrizione, su cui il dialogo è più che possibile

Matteo Renzi dovrebbe rileggere la favola di Esopo della rana e dello scorpione: quando si dà adito a pulsioni suicide non finisce bene per nessuno. Non dice se Renzi sia la rana o lo scorpione, Enrico Borghi, deputato del Partito democratico raggiunto da Formiche.net, ma è chiaro che il governo se si continua su questa strada rischia di annegare. Non è vero, aggiunge il deputato e componente del Copasir, che le ragioni essenziali per l’esistenza di questo governo si siano esaurite come ha detto il leader di Italia Viva durante la sua diretta Facebook ieri sera, il pericolo sovranismo è ancora presente e vivo, così come viva è la necessità di far ripartire economicamente l’Italia.

Borghi, nessun dialogo possibile con Italia Viva?

Innanzitutto bisognerebbe fare un’analisi su quello che è accaduto nelle ultime settimane, ossia che si è voluto da parte di Italia Viva portare la situazione a una tensione molto profonda sul tema della prescrizione che per quanto importante e significativo non pare essere al centro delle principali emergenze del Paese.

Il Pd vuole o no la prescrizione?

Faccio una premessa, noi non abbiamo votato la legge Bonafede che risale all’epoca del governo gialloverde, e vogliamo cambiare questa legge e stiamo lavorando per modificarla. Ricordo inoltre che gli effetti esplicativi di questa legge errata si manifesterebbero temporalmente fra tre quattro anni, sempre che nel frattempo non si verificasse una probabile e aggiungo plausibile pronuncia della Corte Costituzionale in merito.

Quindi…

Di conseguenza avere utilizzato questa vicenda come un forcipe per far nascere la tensione a cui assistiamo è una domanda che va rivolta a Matteo Renzi, cioè qual è l’elemento al fondo di questa iniziativa: cambiare il presidente del Consiglio? Cambiare maggioranza? Portare il Paese alle elezioni? Riportare Salvini in auge? Queste sono domande alle quali un politico accorto dovrebbe poter rispondere prima di innescare una reazione a catena che alla fine rischia di non poter essere più controllabile.

Il Pd da parte sua cosa è disposto ad accettare? Un cambio nella maggioranza con l’innesto dei responsabili al posto di Italia Viva?

Faccio due premesse: la prima è che le ragioni per consentire a questo governo di proseguire esistono ancora e non è vero quello che dice Renzi.

A cosa si riferisce?

Non è vero che la fase emergenziale si sarebbe esaurita con la sterilizzazione dell’Iva e con le scampate elezioni ad ottobre. Io ricordo le dichiarazioni di Salvini l’altro giorno in Senato, che a me hanno fatto correre un brivido lungo la schiena e che fanno il paio con “pieni poteri”. Lui ha detto che intende “prendersi l’Italia”. C’è una concezione proprietaria delle istituzioni tipica di questo sovranismo rispetto alla quale è solo iniziata la fase di decantazione, ma la febbre è ancora molto alta nel Paese. Queste sono state le motivazioni politiche forti e strutturali che ci hanno portato alla scelta del mese di agosto e sono ancora tutte sul tavolo.

Sul tavolo, però, ci sono anche altre questioni, come la crescita?

Esatto. C’è l’esigenza di ammodernare il Paese e di cogliere l’equazione tra ripartenza della crescita economica e questioni sociali, cioè non possiamo esclusivamente limitarci ad essere il partito del Pil se poi viene distribuito in maniera iniqua. L’esigenza ora è far ripartire il Paese, che tradotto vuol dire sia crescita del Pil ma anche diminuzione del livello di disuguaglianza. Se al governo andassero le forze sovraniste questo non accadrebbe.

La seconda premessa, invece? 

La seconda premessa è che io non credo che alla fine Italia Viva si sfilerà, penso invece che questa sia una perturbazione che sarà affrontata e risolta.

Zingaretti ieri ha presentato i 5 punto del Pd. Sono condivisi col presidente Conte?

Immagino di sì. Noi riteniamo che si debba operare per qualificare l’azione di governo e renderla più strutturale perché oggettivamente questo governo è nato ad agosto sulla scorta di una emergenza che tutti quanti conosciamo. Adesso siamo tutti in condizione di intervenire per rendere la politica economica più organica e per mettere in campo una serie di misure che vadano nella direzione di far ripartire il Paese e diminuire la forbice tra ricchi e poveri con una forte attenzione sul ceto medio, uscito fortemente stressato da questa crisi che fatichiamo di lasciarci alle spalle.

Se potesse lanciare un messaggio a Matteo Renzi e Italia Viva quale sarebbe?

Di rileggersi Esopo, la favola della rana e dello scorpione. Alla fine nessuno finisce bene quando si attraversa un fiume dando adito a pulsioni di carattere suicida. A lei lascio trarre le conclusioni su chi sia la rana e chi sia lo scorpione ma nella favola tutti e due sono finiti nell’acqua.

ultima modifica: 2020-02-14T15:10:11+00:00 da Simona Sotgiu

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