La portaerei francese Charles de Gaulle si trova nella Zona economica esclusiva di Cipro con sei navi appoggio. Si tratta del blocco 8, dove opera provocatoriamente da tempo la nave di perforazione turca Yavuz. Una mossa che si lega a doppia mandata alla strategia erdoganiana sul gas che non cessa di allargare il proprio raggio di azione anche in assenza di appigli giuridici e al ruolo americano in quel fazzoletto di acque.

QUI CIPRO

La prolungata presenza della portaerei francese è vista come una risposta alle azioni illegali turche. Nelle stesse ore in cui arrivava nelle acque cipriote a Nicosia si trovano il vice segretario di stato Usa per l’energia Francis Fannon e il comandante delle forze di terra statunitensi in Europa (COM USAREUR), il tenente colonnello Christopher Cavoli. È stato ancora una volta Fannon a mettere l’accento sul sistema cosiddetto “3 + 1” ovvero composto da Cipro, Grecia, Israele e Stati Uniti per lo sviluppo delle risorse energetiche nel Mediterraneo orientale, chiedendo a tutte le parti di non intraprendere azioni provocatorie che potrebbero ulteriormente provocare l’instabilità nella zona. L’occasione è stato il primo di una serie di meeting tecnici sulle attività costiere istituiti dal governo di Atene lo scorso agosto.

STRATEGIA 3+1

Quando Fannon ha ulteriormente ribadito la convinzione del governo americano sul dossier energetico (“sosteniamo la Repubblica di Cipro nello sviluppo delle sue risorse nella sua ZEE”), ha evidentemente voluto inviare un messaggio chiaro ad alleati (Nato e non), sminando il terreno da eventuali dubbi sulla condotta Usa nel Mediterraneo. Washington considera la cooperazione energetica un prezioso strumento per promuovere la stabilità politica e la prosperità in senso più ampio. Solo questa è la prospettiva attraverso la quale gli Usa intendono il principio stesso della cooperazione energetica, aggiungendo che le risorse energetiche sono il catalizzatore di una fase più ampia legata a partnership e relazioni di lunga durata. Il fatto stesso che il concetto sia stato nuovamente sottolineato, dà la misura di come il panorama nel Mediterraneo orientale sia denso di preoccupazioni.

EASTMED

Per gli Usa Cipro ha un ruolo estremamente importante da svolgere in questo nuovo corridoio energetico legato al gasdotto Eastmed, dove già importanti realtà statunitensi sono coinvolte in tutti gli aspetti della cooperazione.

“L’energia – ha aggiunto Fannon – è importante, fornisce i mezzi per la crescita economica, ma è attraverso la cooperazione tra Stati che assistiamo allo sviluppo di queste risorse”. Come garantire il buon funzionamento delle società di idrocarburi nel Mediterraneo orientale in un contesto in cui provocazioni, tensioni e scatti in vanti possono mettere a repentaglio la sicurezza? Fannon punta evidentemente sulla diplomazia quando esorta tutte le parti a non intraprendere “azioni provocatorie che potrebbero causare ulteriore instabilità”.

Ma è di tutta evidenza come alle parole e al tentativo fisiologico di stemperare le tensioni si stia accompagnando in questa fase anche una presenza fisica di mezzi e uomini in quel fazzoletto di acque, oltre alla fitta rete di interlocuzioni macro regionali. E la visita del premier albanese Edi Rama negli Usa, ricevuto dal Segretario di Stato Mike Pompeo, rappresenta l’ulteriore tassello della postura americana rivolta al Mediterraeo: armonica e ad ampio spettro quanto a relazioni e strategie.

twitter@FDepalo

 

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