"La partecipazione degli insegnanti testimonia la capacità di reazione da parte della scuola italiana". Ecco come la tecnologia e l'innovazione vanno incontro a insegnanti e studenti ai tempi del coronavirus

Le scuole restano chiuse, ma la didattica non si ferma. E lo fa nel pieno rispetto della tutela della salute degli italiani. Se infatti il coronavirus, e le recenti norme adottare per prevenirne la diffusione, impediscono ai più giovani di frequentare le lezioni, la tecnologia e l’innovazione gli vanno incontro. Diverse le iniziative messe in atto dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) per aiutare i docenti interessati a proseguire l’attività tramite gli strumenti digitali a disposizione.

I WEBINAR DI INDIRE

In accordo con il ministero dell’Istruzione, Indire (Istituto nazionale documentazione innovazione ricerca educativa) ha messo a disposizione dei docenti dei webinar di formazione che li supportino nell’organizzazione di una didattica a distanza che sia agile ed efficace. I webinar, di diversa tipologia, hanno avuto grande seguito e una nutrita partecipazione da parte dei docenti, che hanno già in parte messo in atto quanto appreso. “Una partecipazione che testimonia la capacità di reazione da parte della scuola italiana”, ha commentato il ministro della Scuola Lucia Azzolina, secondo cui “la comunità scolastica è viva e coesa e lo sta dimostrando ancora una volta durante questa emergenza”.

GOOGLE SUITE FOR EDUCATON

Anche il colosso del web ha offerto le sue piattaforme per la scuola a distanza, con G-Suite for Education che comprende Gmail, Drive, Calendar, Documenti, Fogli, Presentazioni, Moduli e Hangouts Meet e Classroom, che abilitano direttamente la didattica a distanza. Hangouts Meet, infatti, consente di comunicare via chat e videoconferenza a gruppi numerosi, per un massimo di 250 partecipanti. Classroom, invece, permette di creare delle vere e proprie classi virtuali, distribuire compiti e test, dare e ricevere commenti su un’unica piattaforma.

RAIPLAY

Il servizio pubblico cambia la propria offerta per fornire agli studenti programmi dedicati all’apprendimento e alla cultura, con nuove proposte nel campo dell’edutainment. Divisi per fasce di età (elementari, medie e superiori), troviamo addirittura una sezione specifica, denominata “Learning”, dove è possibile usufruire di contenuti inediti dedicati alle diverse materie di studio, dalla storia alla scienza, dalla geografia alla letteratura.

TRECCANI

Anche la famosissima enciclopedia italiana ha deciso di dare il suo contributo. In accordo con il Miur, infatti, Treccani Scuola ha messo a disposizione gratuitamente gli strumenti e i contenuti della propria piattaforma per tutte le scuole che vogliono attivare forme di didattica a distanza nel periodo di chiusura legato all’emergenza coronavirus.

LE IMPRESE “CON LA SCUOLA”

Promosso da Snam, Elis e Luiss Business School, il seminario online che nasce per perfezionare la didattica a distanza ha visto la partecipazione di 130 docenti. Puntando ad aiutare le scuole a potenziare gli strumenti per la formazione da remoto, superando l’aula “tradizionale” e sperimentando nuovi mezzi per coinvolgere a distanza gli studenti delle scuole superiori, l’iniziativa fa parte del più ampio progetto “Con la Scuola”, che nasce proprio con lo scopo di rafforzare il legame tra le imprese e la scuola, secondo due direttrici fondamentali: l’orientamento alle professioni del futuro e la condivisione di un modello educativo in grado di incidere sul tessuto sociale ed economico, interessato soprattutto negli ultimi due decenni da cambiamenti rapidi e profondi. Giunto alla sua seconda edizione, il progetto è guidato dall’ad di Snam Marco Alverà e dal direttore della Luiss business school Paolo Boccardelli.

NEL RESTO DEL MONDO…

Secondo quanto riportato dall’Unesco, al momento sono 32 i Paesi nel mondo che hanno chiuso le scuole per un totale di circa 363 milioni di studenti costretti a rimanere a casa dalle misure anti contagio. Nel dettaglio, sono 16 i Paesi ad aver chiuso le scuole sull’intero territorio nazionale – fra cui l’Italia – e 16, invece, quelli che hanno previsto chiusure scolastiche localizzate, come Francia e Germania.

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