C'è un esercito silenzioso che con grande senso di responsabilità, e non poca paura, sta dando il massimo per evitare che la situazione possa degenerare ulteriormente. Un esercito che va tutelato: non trasformiamoli da eroi in martiri. Intervista a Nora Garofalo, segretaria generale Femca-Cisl (moda, chimica, farmaceutica, energia)

“In tema di rischio per la salute dei nostri lavoratori non siamo disposti ad accettare nessuna concessione, nessuna distrazione”. Così Nora Garofalo, segretaria generale Femca-Cisl (moda, chimica, farmaceutica, energia) in una conversazione con Formiche.net in cui racconta le azioni messe in campo per i settori di sua competenza esprimendo profonda gratitudine per i lavoratori che ogni giorno stanno dando il massimo per evitare che la situazione possa degenerare ulteriormente. 

Qual è la situazione nei settori seguiti dalla Femca?

Sono tanti i lavoratori dei nostri settori impegnati per garantire i servizi essenziali e irrinunciabili per il Paese: gli addetti dei servizi pubblici essenziali, come gas e acqua, delle aziende farmaceutiche e del biomedicale, delle aziende tessili che si sono riconvertite e producono mascherine e camici, della chimica e della detergenza, dell’energia e del petrolio. Stiamo verificando che nelle aziende in cui lavorano siano rispettate tutte le disposizioni sulla sicurezza. In tema di rischio per la salute dei nostri lavoratori non siamo disposti ad accettare nessuna concessione, nessuna distrazione.

Cosa avete fatto concretamente per i vostri settori?

Ci siamo attivati sin dal primo momento per mettere a punto accordi e protocolli con le nostre controparti e con le aziende, in grado di assicurare la massima sicurezza dei lavoratori. Cito ad esempio gli avvisi comuni con Federchimica e Farmindustria, con Confindustria Energia, con Assovetro, con l’Unione Nazionale Industria Conciaria, gli accordi con Luxottica ed Eni e l’avviso comune condiviso con le Associazioni d’impresa del settore Gas Acqua. Abbiamo riscontrato un grande senso di responsabilità nelle nostre controparti, e questo dimostra che tutto il tempo impiegato nel difficile compito di tessere relazioni industriali moderne e mature non è stato speso invano. Questo è il momento delle sinergie e della collaborazione, il nemico è comune a tutti noi.

Come giudica gli ultimi provvedimenti del governo?

Con i Codici Ateco si individuano le aziende che devono sospendere l’attività, come deciso dal Dpcm del 22 marzo scorso, poi rivisto dopo il confronto con il sindacato. In questi giorni stiamo vivendo questa sorta di contraddizione tra la tutela della salute e la grande paura che quando tutto sarà finito molte di queste imprese non saranno in grado di riprendere l’attività. Inoltre stiamo gestendo questo ricorso massiccio alla cassa integrazione, con l’obiettivo di garantire fin da subito un sussidio economico per tutti i lavoratori coinvolti.

Cosa sente di dire a chi sta rischiando la propria vita per noi?

La gratitudine mia, come immagino di tutti gli italiani, è massima, non ci sono davvero parole. A tutti va il nostro grazie indiscusso: operatori sanitari, forze dell’ordine, lavoratori dei trasporti, del commercio, della filiera alimentare. Ci sono i “nostri” lavoratori, che ogni giorno, con senso del dovere immenso, consentono a tutti noi di avere gas, acqua, carburante, e mettono le aziende alimentari, anch’esse operative, nelle condizioni di confezionare il cibo. Ringrazio i lavoratori impegnati nelle aziende farmaceutiche, perché se non si producono i farmaci e i dispositivi sanitari non c’è speranza di guarigione per nessuno. E ringrazio i lavoratori tessili che stanno producendo mascherine e camici. Insieme, ovviamente, a tutti i colleghi sindacalisti, e in particolare a quelli di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, le regioni in assoluto più colpite. È un esercito silenzioso che con grande senso di responsabilità, e non poca paura, sta dando il massimo per evitare che la situazione possa degenerare ulteriormente. Un esercito che va tutelato: non trasformiamoli da eroi in martiri.

In un suo recente editoriale ha ringraziato anche i sindacalisti.

Certo, è un altro esercito silenzioso che è fortemente impegnato in questa situazione. A loro è delegato un compito difficile e importante: verificare che nelle aziende aperte siano rispettati alla lettera tutti i protocolli sulla sicurezza, compresi i Dpcm e i protocolli emanati per l’emergenza coronavirus. È un momento difficile per il Paese, ma se tutti noi agiremo con senso di responsabilità, non solo individuale ma collettivo, riusciremo presto a risollevarci. Il mio pensiero va a tutti i colleghi sindacalisti, e in particolare a quelli di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, le regioni in assoluto più colpite.

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