Berlino annuncia prestiti per 550 miliardi, mentre il Tesoro americano lavora a un accordo coi Democratici per un piano di stimoli alle imprese. Bruxelles parla ancora di flessibilità, ma del bazooka non c'è traccia

Whatever it takes, fatto in casa. L’immobilismo della Bce dinnanzi alla devastante crisi del coronavirus rimarrà sui libri di storia dell’economia. Di sicuro però, ha avuto un effetto: quello di spingere la prima economia del mondo e la prima d’Europa, a farsi un bazooka su misura. Germania e Stati Uniti, infatti, hanno annunciato, quasi all’unisono, maxi iniezioni di liquidità nei rispettivi sistemi industriali.

BAZOOKA TEDESCO 

Questo pomeriggio il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, ha annunciato un piano di prestiti illimitati, con una disponibilità almeno di 550 miliardi di euro, per aiutare le imprese tedesche ad affrontare i problemi di cassa dovuti all’epidemia di coronavirus. “Non esiste un limite massimo, questo è il messaggio più importante. Questo è il nostro bazooka”, ha detto Scholz, descrivendo il piano di aiuti, che è più importante di quello messo in atto durante la crisi finanziaria del 2008.

IL PIANO USA

Più o meno nelle stesse ore, manovrava oltre l’Atlantico il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin.  In un’intervista alla Cnbc il numero uno dell’economia americana ha chiarito che sono pronti programmi di liquidità a sostegno delle imprese e che la Fed, fresca di taglio di tassi di mezzo punto, è pronta per evitare stress sui mercati. Soprattutto, l’esponente dell’amministrazione Trump ha parlato di un accordo vicino con i Democratici per mettere in campo un pacchetto di stimoli a sostegno dell’economia Usa. “Useremo tutti gli strumenti necessari per assicurare che i settori industriali colpiti riescano a uscirne” ha poi aggiunto. Mnuchin ha successivamente dichiarato che la proposta di legge alla Camera sul coronavirus prevede che gli statunitensi non assicurati possano comunque sottoporsi al test senza pagare.

BRUXELLES CHE FA?

Intanto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, prova a scrollarsi di dosso l’accusa di eccessiva inerzia dinnanzi all’emergenza coronavirus. Senza però armare nessun bazooka. Il capo del governo comunitario ha assicurato agli Stati membri dell’Unione “massima flessibilità” nell’applicazione del Patto di Stabilità e sul fronte degli aiuti di Stato. Durante una conferenza stampa a Bruxelles sull’impatto economico del Covid-19, ha sottolineato che “il virus rappresenta uno shock molto forte per l’economia globale ed europea e dobbiamo adottare azioni decisive e audaci adesso a tutti i livelli. Lo shock è temporaneo ma dobbiamo lavorare insieme per far sì che sia il più limitato e breve possibile e non vada a creare danni permanenti alle nostre economie”.

E, secondo il vicepresidente della Commissione, Vladis Dombrovskis, “la Commissione europea è pronta a proporre al Consiglio e alle istituzioni dell’Unione europea di attivare la clausola della crisi generale per accomodare il sostegno alla politica fiscale necessario in caso di recessione economica”.

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