#LaScuolaContinua è il progetto ideato da Ilaria Capua e promosso dall’Associazione Copernicani con il supporto metodologico del Centro Studi Impara Digitale e a cui hanno aderito Cisco, Google, Ibm, Tim e WeSchool. Con un obiettivo unico: far proseguire l'attività didattica in questo periodo dove le scuole, causa coronavirus, sono state chiuse

Se la scuola chiude, ecco arrivare #LaScuolaContinua, una community a supporto di dirigenti scolastici e docenti grazie alla tecnologia digitale.

Dopo gli attimi di panico da nord a sud Italia per l’organizzazione domestica, oltre che per l’ansia da coronavirus, la preoccupazione da affrontare adesso è un’altra per tutti gli studenti. Come fare per non far perdere l’anno ai ragazzi? L’istruzione ferma per due e più settimane è un vero problema per chi insegna e per chi studia.
Da oggi infatti sono chiuse le scuole in tutto il Paese, da due settimane hanno serrato le porte quelle nelle cosiddette zone rosse e altre dove i casi di Covid-19 sono stati accertati.

IL PROGETTO PER INSEGNARE A DISTANZA

#LaScuolaContinua è il progetto ideato da Ilaria Capua e promosso dall’Associazione Copernicani con il supporto metodologico del Centro Studi Impara Digitale e a cui hanno aderito Cisco, Google, Ibm, Tim e WeSchool. Con un obiettivo unico: far proseguire l’attività didattica grazie al digitale.
Un supporto che aiuta i docenti ad adottare piattaforme gratuite per creare classi digitali, condividere contenuti, verificare l’apprendimento e fare videolezioni.

Il tutto a distanza, con un help desk specializzato via mail e un webinar con Ilaria Capua per approfondire tutto quello che c’è da sapere sul Covid-19, con la possibilità anche di fare domande.

È questa la risposta all’appello del ministero della Pubblica istruzione rivolto ad aziende e piattaforme digitali per contribuire al proseguimento delle attività educative.

Il ministero ha anche messo a punto una pagina per supportare tutte le scuole che vogliono attivare le forme di didattica a distanza nel periodo di emergenza coronavirus.

WESCHOOL, COPERNICANI E IMPARA DIGITALE. CHI SONO?

Riccardo Luna su Repubblica ha raccontato qualche giorno fa la storia di WeSchool, una ex startup fondata da Marco De Rossi che nasce da una piccola realtà dove online venivano messe lezioni video e che man mano, grazie alla caparbietà del fondatore e all’idea innovativa, è stata poi inserita nel programma di accelerazione di Telecom (TimWcap) che nel 2014 ha investito 200mila euro su di essa, per poi diventare socia della startup.

I Copernicani invece si definiscono: “Un’associazione indipendente di studenti, lavoratori, imprenditori, docenti, ricercatori e politici che hanno deciso di trasformare le proprie idee in azioni, per stimolare una cultura dell’innovazione e pungolare i partiti in modo trasversale. Vogliamo proporre policy concrete e attuabili per migliorare le prospettive del nostro Paese, consapevoli della complessità e delle difficoltà del contesto”. Parole-chiave per uno sviluppo sostenibile sono innovazione, giovani, concorrenza e futuro.

I Copernicani hanno adottato il progetto g0v-it (localizzazione della omonima iniziativa di Taiwan) che nasce dall’intento di sostenere la trasparenza delle informazioni con una comunità aperta che possa dare soluzioni tecnologiche per il miglioramento della partecipazione e dell’informazione dei cittadini.

Pertanto i software di utilità civica che vengono sviluppati sono rilasciati con licenza Open Source, e alcune applicazioni online sono inps.g0v.it, una rappresentazione dell’ultimo bilancio finanziario consolidato dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, budget.g0v.it, la rappresentazione della Legge di Bilancio, agcom.g0v.it, analisi del tempo di parola di soggetti politici in programmi televisivi.

Infine, Impara Digitale è un’associazione fondata nel 2012 dalla professoressa Dianora Bardi e da Stefano Quintarelli, presidente di comitato d’indirizzo di Agid e Marco Zamperini, scomparso nel 2013, uno dei principali esperti di internet in Italia.

DALLA CRISI, L’INNOVAZIONE

Nell’emergenza forse l’Italia può partire da qui. Da un boom digitale che finora non è decollato. Una risposta pronta e positiva, in un momento di crisi totale, da quella sanitaria a quella economica. Un sfida di sicuro, non solo per gli studenti, anche per il corpo docente che si troverà ad affrontare un nuovo modo di insegnamento.

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