Quotidiani liberal e conservatori, vicini alla Casa Bianca e critici di Donald Trump. Un fronte trasversale nei media Usa parla della propaganda cinese in Italia sul coronavirus, molto più di quanto non si faccia qui

Come per alcuni quadri, anche la geopolitica, a volte, si legge meglio con un passo o due di distanza. È quanto sta accadendo in questi giorni alla campagna diplomatica del Partito comunista cinese (Pcc) sul coronavirus in Italia. Su buona parte dei media italiani, la mole di aiuti e gli aerei cargo pieni di medici che fanno la spola fra Roma e Pechino sono messi a fuoco con una sola lente, quella della solidarietà.

Non è così fra i principali quotidiani d’Oltreoceano, dove la propaganda cinese in Italia, le lodi per il “Modello Wuhan”, gli annunci di una nuova cooperazione bilaterale sulla Via della Seta e sul 5G sono già diventati un caso di scuola.

Si dirà: questo perché l’amministrazione di Donald Trump ha iniziato a rispondere a tono alla public diplomacy cinese, ribattezzando il Covid-19 “Wuhan virus” e promettendo di fare i conti a fine emergenza. Ma la verità è che sui media americani la campagna propagandistica cinese in Italia ha iniziato a far rumore prima ancora che la Casa Bianca uscisse allo scoperto.

Ecco che allora The Hill, quotidiano di politica molto letto a Washington DC, punta il dito contro la “propaganda cinese senza limiti”: “Il regime comunista cinese ora si pone trionfante come il Paese che sta mostrando al mondo come fare i conti con una piaga letale che in effetti è scoppiata a causa della sua colpevole negazione degli avvertimenti delle autorità mediche”.

Sul Wall Street Journal, Alessandra Bocchi invita l’Italia a non essere “naif” verso gli aiuti umanitari cinesi: “La Cina sta usando gli aiuti per il coronavirus per ripulirsi dalla responsabilità di aver scatenato una pandemia globale”. Anche l’invio di centinaia di migliaia di mascherine e dei ventilatori, si legge sul Wsj, è solo in parte un gesto di altruismo, perché “la maggior parte dei ventilatori inviati in Italia arrivano dall’azienda cinese Mindray, che vende i suoi prodotti a un prezzo inferiore dei suoi concorrenti globali”.

Più a destra, molto più a destra, c’è il sito ultraconservatore Breitbart, noto al grande pubblico anche per aver consacrato Steve Bannon, ex capo stratega di Trump alla Casa Bianca, che prende in giro la solidarietà cinese in Italia. Nel mirino c’è la “Via della Salute” annunciata in un colloquio telefonico fra Giuseppe Conte e Xi Jinping, una riedizione della Via della Seta in chiave sanitaria. “La Cina debutta con la Via della Seta della Salute in Italia mentre a Wuhan i cittadini non hanno accesso a un’assicurazione sanitaria” commenta il sito dell’alt-right.

The Diplomat affonda la “Health Silk Road” made in Italy con un pungente editoriale di Theresa Fallon. La spedizione dei ventilatori non sarebbe altro che un gesto di “reciprocità”, per ripagare gli sforzi della Croce Rossa italiana di un mese fa, “quando l’Italia ha inviato 18 tonnellate di equipaggiamento a Wuhan”. “La Cina è interessata all’Italia – sentenzia Fallon – e allo sviluppo del 5G nel suo Paese. Che è anche un ottimo posto per spezzare l’unità occidentale e l’influenza americana”.

Sul fronte liberal anche Foreign Policy, rivista di geopolitica considerata un manuale di politica estera a Capitol Hill, smonta la narrazione della solidarietà gratuita del Pcc. “Il racconto cinese tradisce la realtà di una potenza in ascesa decisa a controllare la sua immagine globale a tutti i costi e con ogni mezzo”, scrive Suzanne Nossel.

Il New York Times, una delle tre testate i cui giornalisti sono stati cacciati questa settimana dalla Cina per ordine del governo, assieme a Washington Post e Wall Street Journal, denuncia così la propaganda cinese in Europa: “I media di Stato hanno sottolineato il caso in Europa e negli Stati Uniti con qualcosa di simile alla schadenfreude (piacere nelle disgrazie altrui, ndr). Il People’s Daily (quotidiano ufficiale del Pcc, ndr) questa settimana ha esultato perché il ritmo di infezioni e morti all’estero supera quello della Cina”.

Il caso italiano si fa strada anche sui giornali europei. Le donazioni sanitarie “sono uno strumento di propaganda” dice al Guardian Noah Barkin del German Marshall Fund, “mentre Trump colpisce l’Europa con la chiusura dei viaggi, la Cina si pone come l’amico generoso e altruista”.

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