Avete presente The Matrix? Il film di fantascienza dove quello che ci appare come il mondo reale è invece un mondo virtuale fatto di possibilità che derivano dal calcolo matriciale? Fantascienza appunto
Mica tanto. Se ci pensate bene, infatti, ogni organismo vivente grazie al codice digitale presente nel suo genoma partecipa ad un mondo virtuale di potenzialità. Un esempio lo stiamo sperimentando in questi giorni: è quello del salto di specie del coronavirus che ci costringe in casa da più di un mese. Capire questo mondo virtuale ci può aiutare a guardare con occhi meno complottistici quello che ci circonda. Smettendo di pensare che il virus sia il prodotto della mente di qualche scienziato pazzo.
Per rimanere aderenti alla realtà (prima che muti sotto i nostri occhi) bisogna ricordare che i coronavirus hanno un piccolo genoma di RNA (invece che di DNA come il nostro) di circa 30.000 nucleotidi. La sequenza di 4 lettere chimiche (A, G, C, U) definisce la caratteristiche del virus. Ogni volta che il virus entra in una cellula esegue il suo programma: riprodursi dando origine a copie di se stesso.
Per farlo utilizza un macchinario molecolare che ogni tanto introduce degli errori (mutazioni). Così magari invece di scrivere la sequenza ACUGU il macchinario potrebbe scrivere per errore ACUGA. In questo modo il virus esplora i mondi paralleli di tutte le sequenze possibili. E questo gli permette di trovare nuovi ospiti. Questa non è una caratteristica del virus. Anche noi continuiamo a mutare. E’ stato calcolato che ad ogni generazione vengono cambiate circa 100-200 basi della sequenza del nostro DNA. Pochissimo se pensiamo che il nostro genoma è di 3 miliardi di basi.
Il virus però muta più velocemente . E stato calcolato che il tasso di mutazione di SARS-Cov2 è di 25 nucleotidi l’anno. Da un certo punto di vista rimane comunque una bella precisione. Soprattutto se penso che per copiare una sola volta un testo di 30 mila caratteri io introdurrei sicuramente molti più errori. Tuttavia, con questo tasso di errore bastano 10 anni per cambiare quasi 1% del genoma e solo 100 anni per cambiarne il 10%. Quindi non stupiamoci che il virus possa fare salti di specie. E’ una conseguenza della velocità con cui esplora i mondi paralleli delle sequenze possibili. Una velocità molto superiore alla nostra.
C’è anche una buona notizia. E’ stato calcolato che il tasso di mutazione del coronavirus è circa la metà di quello del virus dell’influenza. Questo significa che il vaccino che arriverà ci proteggerà per un pò di tempo, come sta facendo quello anti-influenzale.

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