“Startup emergency act”: l’appello delle imprese innovative al governo

“Startup emergency act”: l’appello delle imprese innovative al governo
Credito di imposta per la copertura dei costi fissi, rimborsi Iva, estensione dei contratti e moratoria sui finanziamenti. La petizione lanciata VC Hub Italia, associazione del Venture Capital Italiano che raccoglie 20 fondi per un totale di 1 miliardo di euro gestito, in rappresentanza delle oltre 70 startup e PMI innovative

Nello stato di emergenza delle ultime settimane è emerso sempre più come l’innovazione tecnologica possa essere un alleato utile nella lotta a sconfiggere il virus.  Se da un lato la resilienza al Covid-19 sta mostrando un’incredibile spinta alla diffusione di strumenti digitali – smart working, formazione a distanza, assistenza da remoto – dall’altro il blocco quasi totale dell’economia rischia di danneggiare i settori più fragili, tra cui le startup e le PMI innovative, che attraverso l’associazione di settore lanciano un appello al Governo. Tutti i dettagli.

L’APPELLO DI VC HUB ITALIA 

“Un futuro senza futuro? Startup emergency act” è la petizione lanciata su Change.org da VC Hub Italia, associazione del Venture Capital Italiano che raccoglie 20 fondi per un totale di 1 miliardo di euro gestito e oltre 250 in portafoglio e in rappresentanza delle oltre 70 startup e PMI innovative. In una lettera aperta al Presidente del Consiglio (qui il documento completo) l’associazione chiede al Governo tre set di misure straordinarie per sostenere startup e PMI innovative a fronteggiare questo periodo di crisi e per mettere le basi per un rilancio futuro. “In assenza di misure rapide e tempestive, questo comporterebbe una percentuale di default molto rilevante con ingenti perdite di capitali, posti di lavoro e know-how accumulato in diversi anni” sostiene Fausto Boni, Presidente di VC Hub. “Negli ultimi giorni abbiamo l’impressione che il governo abbia iniziato a interessarsi al settore, ma è necessario agire rapidamente e con misure incisive che possano far affluire rapidamente risorse aggiuntive alle startup maggiormente indebolite da questo lockdown”.

OTTO PROPOSTE AL GOVERNO

La prima proposta al Governo è di estendere alle startup e PMI Innovative le misure previste nel decreto “Cura Italia” da cui sono oggi di fatto in gran parte escluse, fino alla richiesta di iniziative eccezionali a sostegno delle filiere dell’innovazione, il vero cuore dello “stratup emergency act”, per dare all’ecosistema italiano le stesse condizioni dei concorrenti europei. Il pacchetto di otto proposte avanzate da VC Hub Italia va dal credito di imposta per la copertura dei costi fissi all’emissione di prestiti “convertendo”, dai rimborsi Iva al credito d’imposta per attività di ricerca, sviluppo e innovazione, dall’estensione di un anno della durata dei contratti a tempo determinato per i neo-assunti ai contributi a fondo perduto per lavorare su prodotti legati all’emergenza Coronavirus, fino alla moratoria sui finanziamenti e all’incentivazione dell’afflusso di capitale e delle acquisizioni delle imprese innovative.

COME SI È MOSSA L’EUROPA 

Molti Paesi in tutta Europa, dalla Francia all’Olanda alla Germania, stanno adottando misure straordinarie per salvaguardare gli ecosistemi dell’innovazione e le startup. La Commissione europeain particolare il Consiglio europeo dell’innovazione (Eic), ha lanciato un bando per 164 milioni di euro per startup impegnate nella lotta al virus, e in Italia C Heroes mette in palio 100 mila euro per le idee innovative anti-pandemia. La call “bottom up” cerca di individuare nel minor tempo possibile proposte tecnologiche innovative in grado di mettere a punto strumenti per il trattamento, la diagnostica, i test e il monitoraggio della pandemia.

E IN ITALIA? 

L’ecosistema italiano delle imprese innovative è stato profondamente influenzato delle misure introdotte, a partire dal 2012, dallo “startup act”, cui ha fatto seguito lo scorso dicembre il piano “Smart&Start” del MISE da 90 milioni per lo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things. Una policy efficace a favore delle startup non è però sufficiente da sola, sono necessarie azioni complementari, anche in altre aree di policy, per realizzare appieno il potenziale delle imprese innovative italiane. Un ruolo chiave in questo contesto altamente tecnologico potrebbe giocare Cdp, che ha già messo in campo diverse misure a sostegno di regioni e PMI, oltre ad aver lanciato proprio qualche mese fa il Fondo nazionale innovazione (Cdp Venture Capital Sgr) con l’obiettivo di accelerare la crescita dell’ecosistema del venture capital italiano e portarlo al livello dei Paesi europei

ultima modifica: 2020-04-05T09:00:23+00:00 da Valentina Cefalù

 

 

 

 

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