Cosa sapeva Trump del piano russo in Afghanistan?

Cosa sapeva Trump del piano russo in Afghanistan?
La storia delle taglie anti-occidentali che la Russia avrebbe pagato ai Talebani per uccidere soldati della Coalizione in Afghanistan è un imbarazzo per la Casa Bianca. Il peso politico e lo scenario

Secondo gli interrogatori fatti dalla Cia a militanti catturati recentemente in Afghanistan, e sulla base di alcune somme di denaro ritrovate in alcuni nascondigli dei ribelli (500mila dollari sequestrati dai Navy Seals secondo l’Associated Press), ci sono soldati statunitensi che sarebbe rimasti effettivamente uccisi in attacchi dei Talebani compiuti sotto pagamento dell’intelligence militare russa, il Gru. È l’ultima sconvolgente rivelazione del Washington Post sul caso del momento – che molto più del libro dell’ex consigliere John Bolton sta scuotendo la Casa Bianca.

La vicenda

L’unità 29155 del servizio segreto russo avrebbe offerto pagamenti di somme di denaro ai Talebani perché uccidessero soldati della “coalizione internazionale” che opera in Afghanistan. La notizia esplosiva – su un sospetto che dura da tempoè uscita tre giorni fa sul New York Times ed è stata confermata a stretto giro dal Washington Post, e da lì sono usciti diversi scoop di approfondimento fatto anche da altri media americani. Una di queste bombe: l’amministrazione Trump sapeva tutto almeno da gennaio, ossia un mese prima della chiusura dello storico accordo di non belligeranza con i Talebani. Il presidente Trump avrebbe ricevuto briefing di intelligence, ma avrebbe scelto di mantenere un profilo basso, evitando proteste e denunce ufficiali. Non c’era interesse tra gli americani ad alzare i toni. Sia perché sono tutt’ora in corso le trattative con i Talebani che permetterebbero l’uscita dal Paese alle forze statunitensi — come promesso e ripromesso dal presidente. Forse per questo Mosca ha cercato l’interferenza: disturbare il piano politico di Trump. E forse per questo la Casa Bianca è passata oltre.

La guerra, i morti, la Coalizione, il Gru

In quasi vent’anni di guerra in Afghanistan sono morti — per mano talebana — oltre duemila americani, ventimila feriti in azione. Una ferita aperta. A questi si aggiungono diversi soldati di altri Paesi della coalizione, compresi italiani. Alcuni rimasti vittime di attacchi all’interno delle basi: missioni portate a termine dagli afghani addestrati dalle forze occidentali, spinti dai ribelli a cambiare casacca contro gli invasori. C’entra qualcosa anche la Russia in certe azioni? Non è chiaro, e i ribelli jihadisti non hanno bisogno di motivazioni; inoltre le notizie farebbero riferimento a vicende più recenti. Tuttavia serve contestualizzare di cosa si parla: l’unità 29155 è nota per essere responsabile di operazioni velenose in Europa. La più famosa di certe missioni clandestine quella tentata contro l’ex agente russo Sergei Skripal, nel Regno Unito. L’importanza della notizia è alta, e riguarda anche l’Italia: infatti si parla di membri in servizio per la “coalizione internazionale”, ossia non solo statunitensi. Dunque la Russia ha pensato di pagare i ribelli radicali islamici per uccidere soldati di una ”coalizione” – che opera sotto insegne Nato – composta anche da uomini dell’Esercito italiano, insomma? Mosca, chiaramente, nega.

Il contraccolpo politico negli Usa

L’inchiesta del Nyt e gli scoop successivi non sono mai stati smentiti da nessuna parte dell’amministrazione, se non dalla presidenza (Trump l’ha definita, come al solito quando esce qualcosa molto forte contro di lui, una “fake news”, ma solo a riguardo del fatto che lui fosse a conoscenza del piano russo). Il tema, negli Usa, è diventato argomento di polemica in vista delle presidenziali di novembre: i Democratici, guidati dal contender Joe Biden, si chiedono non solo  perché la Casa Bianca non abbia fatto niente, ma anche perché adesso non lo stia facendo. Argomento tra l’altro sollevato anche dai repubblicani più classici (necessarie risposte, dice la deputata Liz Cheaney, figlia del più noto Dick). Scenario necessario: le intelligence, da cui arrivano la gran parte delle spifferate media sulla vicenda, è in crisi di rapporti con la Casa Bianca da sempre, e forse ci si avvicina a una drammatica resa dei conti prima delle presidenziali (d’altronde informazioni così imbarazzanti non escono mai per caso). La Spekaer della Camera, la Dem Nancy Pelosi, ha inviato una lettera per chiedere spiegazioni a Cia e Director della National Intelligence. Mentre l’inviato speciale americano incontrerà i Talebani in Qatar.

 

 

ultima modifica: 2020-06-29T11:50:28+00:00 da Emanuele Rossi

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: