Il Mes, la Merkel e quel monito che l’Italia deve ascoltare. Parla De Romanis

Il Mes, la Merkel e quel monito che l’Italia deve ascoltare. Parla De Romanis
Angela Merkel ricorda (giustamente) che gli strumenti per la ripresa europea ci sono e vanno usati bene. Il Recovery Fund? Ha condizioni più stringenti del Mes, che però crea inspiegabilmente tanto scalpore. Conversazione con l’economista Veronica De Romanis

Angela Merkel ha parlato a diversi quotidiani (tra cui La Stampa) per inviare un messaggio su quale pensa sia la ricetta più efficace per fare uscire l’Europa dalla crisi economica post-Covid. La cancelliere tedesca non ha parlato di alcun Paese in specifico, ma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è sentito chiamato in causa e ha reagito subito. “A far di conto sono io, col ministro Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri”, ha commentato il premier italiano.

L’intenzione di Merkel, comunque, era ben altra. Il capo dello Stato tedesco ha ricordato gli strumenti che sono a disposizione, subito, per contenere l’emergenza, sottolineando la linea guida che ha sempre sostenuto: un atteggiamento di solidarietà di pari passo con la responsabilità.

In una conversazione con Formiche.net, l’economista Veronica De Romanis spiega che il discorso della Merkel si basa su un punto fondamentale: “Lei dice che la crisi è gravissima, il momento è straordinario e c’è bisogno di strumenti straordinari. Ma dice anche che il Recovery Fund rappresenta l’1% del Pil europeo, che non è molto per questa crisi”.

Strumenti che si possono usare subito, mentre il Recovery Fund, del quale si vuole servire il governo italiano, sarà a disposizione solo dal 2021. Per Merkel, invece, ci sono strumenti utili in questa emergenza, come la Bei per le piccole e medie imprese, il Sure per il mercato del lavoro e il Mes per le spese sanitarie. “Tre strumenti che sono a disposizione subito e servono proprio per l’emergenza – ha spiegato De Romanis. Poi c’è il Recovery Fund, che è uno dei tre pilastri del Next Generation Eu e, come dice il nome, serve per creare un’Europa più forte e più resiliente, una parola che alla Merkel piace moltissimo. Per potere affrontare la prossima crisi in maniera più forte per tutta l’area”.

Risorse che andrebbero dunque integrate e messe insieme. De Romanis ricorda che L’Italia è molto indebitata. Per questo, semplicemente, la Merkel dice “che lo strumento esiste, usiamolo. Sono a disposizione 37 miliardi a un tasso molto inferiore rispetto all’emissione del debito Btp. Ma sappiamo che il vero motivo per cui non si usa il Mes è nettamente politico. La risposta della Merkel è chiara: gli Stati devono fare la loro parte”.

All’interno del governo italiano ci sono il Partito Democratico e Italia Viva che sostengono la proposta di ricorrere al Mes, mentre una parte del Movimento 5 Stelle è contrario. De Romanis crede che il no debba essere motivato: “Dicono soltanto ‘non ci fidiamo’, ma questa non può essere una spiegazione. E poi dicono che il Mes ha condizioni, ma queste ci sono –  e anche più forti – nel Recovery Fund. Quindi, se i 5 stelle dicono di no per le condizionalità del Mes, vuole dire che non hanno capito come funziona. Anzi, quelle del Mes sono le meno forti”.

Le risorse del Mes, per spese sanitarie dirette e indirette, “permetterebbero di mettere in sicurezza le aziende e le scuole, e sappiamo quanto ci sarebbe bisogno. Si possono utilizzare i soldi per la ricerca, fondamentale per un Paese come il nostro, che ne spende pochissimo. Non si capisce perché dobbiamo dire di no”, conclude De Romanis. E non solo: c’è l’argomento degli interessi: “Ci devono spiegare perché in questo momento di crisi drammatica vogliono fare spendere ai contribuenti mezzo miliardo all’anno”.

Insomma, secondo la De Romanis “il messaggio vero della Merkel in questa intervista è lo stesso dei suoi 14 anni alla guida della Germania: la solidarietà deve sempre andare insieme alla responsabilità. Dice sì alla solidarietà, anche solidarietà straordinaria, cercando di portare a casa sussidi, perché i prestiti possono essere onerosi per un Paese come l’Italia, ma ricorda anche che ci vuole la responsabilità di chi li otterrà”.

ultima modifica: 2020-06-27T17:30:29+00:00 da Rossana Miranda

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