Tokyo2021: le ricadute economiche sono attese fino al 2030

Tokyo2021: le ricadute economiche sono attese fino al 2030

Riflettori accesi sul progetto “Tokyo 2021”, prossima edizione dei Giochi olimpici estivi, in programma in Giappone tra poco più di un anno: dal prossimo 23 luglio all’8 agosto.

Come sottolineato dal membro Cio Ivo Ferriani, durante una recente trasmissione tv, “Tokyo sarà una edizione frugale, ma con un forte impatto emozionale…Un’Olimpiade unica, per non dire storica”.

Nonostante lo slittamento di 12 mesi, gli organizzatori prevedono che i Giochi e le Paralimpiadi produrranno un impatto positivo sull’economia del Giappone. Sono stimati ritorni, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2030, pari a 166,6 miliardi di euro (nella sola prefettura di Tokyo), e più di 266,6 miliardi di euro su scala nazionale, con un effetto leva sull’occupazione: 1,94 milioni di posti di lavoro, di cui 1,3 milioni solo sul distretto di Tokyo.

Attraverso il volano delle Olimpiadi estive, il governo ha previsto ritorni sociali, economici e culturali di lunga durata: ad esempio un aumento della domanda generale pari a circa 116,6 miliardi di euro, sia come risultato immediato che nel lungo periodo (fino al 2030).

“Questi investimenti includono la costruzione di sedi permanenti, lo sviluppo di infrastrutture energetiche o di sicurezza e la gestione delle attività di pubbliche relazioni. Il governo nipponico ha previsto una crescita della domanda, a lungo termine, nell’ordine di 100 miliardi di euro. Il tutto attraverso progetti che sarebbero stati realizzati prima e dopo l’inaugurazione delle Olimpiadi-Paralimpiadi del 2020” ha spiegato Marco Mazzi (nella foto sotto), ricercatore universitario specializzato in sport event management. “Sulla base dei dati forniti dagli organizzatori, la legacy post evento interesserà non solo l’uso delle strutture permanenti (incluso il villaggio olimpico, nda), ma anche lo sviluppo urbano della metropoli, il rafforzamento dell’industria sportiva e la promozione del sistema turistico. In sintesi, un netto miglioramento del “capitale sociale” giapponese” ha sottolineato Mazzi.

Nella foto una immagine di Marco Mazzi

Per le Olimpiadi di Tokyo 2020 erano attesi circa 11.100 atleti e 4.400 per le Paralimpiadi. Nello specifico, i Giochi estivi si sarebbero dovuti tenere dal 24 luglio al 9 agosto e le Paralimpiadi dal 25 agosto al 6 settembre 2020.

Secondo un sondaggio condotto in Giappone, nel marzo di quest’anno (proprio nelle settimane del lockdown), oltre il 50,5% degli intervistati ha accettato la decisione di “rinviare” le Olimpiadi di Tokyo 2020, dopo un attento esame dei rischi collegati alla diffusione del contagio (secondo quanto rivelato da Yahoo! Japan).

Sempre nel marzo 2020, a fronte di una previsione di mancati guadagni pari a 37,5 miliardi di euro  (in caso di cancellazione dei Giochi),  è stato stimato che circa 5,3 miliardi di euro sarebbero andati persi proprio a causa del rinvio di un anno dell’evento nipponico. Circa 3,25 miliardi di euro è la previsione dei costi collegati all’organizzazione, entro le date del 2021, della tanto attesa kermesse olimpica. Più di 1,8 miliardi di euro, infine, sarebbero la perdite (sempre in termini di impatto economico), nel lungo termine, soprattutto se si fa riferimento al post-utilizzo delle nuove strutture permanenti, all’espansione dell’industria turistica e allo sviluppo urbano della prefettura della capitale giapponese.

Secondo gli addetti ai lavori, il Giappone sfrutterà la carta delle Olimpiadi per presentare un’immagine internazionale moderna, celebrando, nel contempo (o almeno così spera il governo nazionale), la fine della emergenza sanitaria mondiale.

ultima modifica: 2020-06-26T23:20:18+00:00 da Marcel Vulpis