Due basi americane messe in stato di emergenza temporaneo per il lancio di missili balistici, una finta portaerei bombardata e abbordata. L’Iran si esercita nel Golfo Persico e mostra i muscoli dopo gli strani incendi dei giorni scorsi

Due basi militari statunitensi in Medio Oriente hanno attivato i loro sistemi di allarme a causa di una minaccia missilistica che arrivava dall’Iran. “Gli indicatori dell’intelligence hanno mostrato che un missile iraniano poteva essere diretto in quella direzione”, hanno detto le fonti in esclusiva alla Cnn ieri sera (ora italiana) prima dell’uscita di un comunicato più esplicativo da parte di CentCom, il comando del Pentagono che copre l’area. A tutto il personale delle due basi è stato detto di mettersi al riparo, ma nessun missile è arrivato sugli obiettivi (pare siano stati fatti cadere in mare). “Alle 5.30 della mattina circa (ora locale), l’Iran ha lanciato diversi missili balistici dall’Iran nel Golfo dell’Arabia meridionale”, ha detto la portavoce del comando.

Le due basi in questione sono di primissima importanza: al Udeid e al Dhafra. La prima è l’hub logistico del CentCom e si trova appena fuori Doha, capitale del Qatar; l’altra è a trenta chilometri da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, e svolge un ruolo di snodo anche per le operazioni in Afghanistan (a differenza di quella qatarina, questa è usata congiuntamente con le forze aeree emiratine). “Per un’abbondanza di cautela, entrambe le basi hanno emanato un elevato stato di allerta”, spiega il Pentagono che da un lato sottolinea che tutto era sotto controllo, dall’altro mostra che l’apprensione è evidenziata dal clima caldo regionale. Secondo le informazioni di Fox News, tre missili iraniani “sono precipitati nelle acque vicino alle basi come parte degli esercizi militari dell’Iran” ed hanno colpito zone abbastanza vicine da destare preoccupazione.

L’episodio è sulla scia di una serie di tensioni che hanno interessato l’Iran, colpito da diversi incendi e strane esplosioni che fanno pensare a sabotaggi collegati a operazioni di intelligence. Il sospetto è che queste attività siano condotte da Israele e Stati Uniti. Teheran ha finora mantenuto il controllo, sebbene le milizie collegate (soprattutto in Iraq) non hanno mai fermato le azioni di disturbo a bassa intensità contro le forze statunitensi. L’esercitazione missilistica che avrebbe messo in allarme al Udeid e al Dhafra ha per altro un precedente recente e importante: quando a gennaio un drone americano eliminò il generale Qassem Soleimani — leader dei Pasdaran, pupillo della teocrazia e ideatore dei piani di politica estera iraniana più aggressivi — Teheran rispose con il bombardamento di alcune basi in Iraq che ospitavano personale statunitense.

Restando ai wargame: lunedì, l’Iran ha spostato tra le acque dello Stretto di Hormuz, strozzatura del Golfo Persico già oggetto di tensioni la scorsa estate, la finta portaerei americana — scenografia già usata in passato per esercitazioni. Si tratta della riproduzione in scala della “USS Nimitz”: ieri un elicottero gli ha sparato contro un missile, mentre i commandos della Brigata Imam Hossein di Bandar Abbass (porto e base iraniani che affaccia su Hormuz e controlla quelle rotte sensibili) hanno simulato un abbordaggio rapido da un altro elicottero. Dimostrazione anche provocatoria che la marina americana ha definito “irresponsabile e sconsiderata”: “La Marina americana conduce esercitazioni difensive con i nostri partner promuovendo la sicurezza marittima a sostegno della libertà di navigazione (impegno su Hormuz che gli Usa portano avanti con gli alleati dopo episodi di sabotaggi contro petroliere di cui sono stati accusati i Pasdaran, ndr), mentre l’Iran conduce esercitazioni offensive, tentando di intimidire”, ha affermato una fonte statunitense all’emiratino The National. Intanto, la vera “USS Nimitz” è appena entrata nelle acque del Medio Oriente alla fine della scorsa settimana risalendo dall’Oceano Indiano (dove era stata per settimane): probabilmente sostituirà la “USS Eisenhower” nel Mar Arabico, secondo le rotazioni regionali con cui il Pentagono copre le varie fasce del pianeta coi suoi gruppi da battaglia.

(Foto: Wikipedia, un B52 americani ad al Udeid)

 

 

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