La promozione di un consumo alimentare responsabile, la transizione verso diete sane e sostenibili, la riduzione degli sprechi alimentari e una garanzia di sostenibilità nella produzione alimentare sono gli obiettivi primari da raggiungere. L'analisi di Stefano Sartorio, fellow di Competere

La strategia Farm to Fork contenuta nello European Green Deal è lo strumento dell’Ue per agire a favore di un sistema alimentare sostenibile. Il piano d’azione previsto si attuerà nel periodo tra il 2020 e il 2023. I suoi obiettivi sono molteplici e riguardano un neutro impatto ambientale, l’adattamento dell’industria alimentare ai cambiamenti climatici, il perseguimento di una sicurezza alimentare globale e la continua garanzia di accessibilità economica agli alimenti.

La ragione principale che porta l’Ue ad agire in materia è la ricerca di un necessario equilibrio tra la natura e l’essere umano. Seguendo le indicazioni delle organizzazioni e agenzie internazionali più influenti sulla questione, la popolazione in crescita e le inefficienze delle catene di produzione e di consumo minacciano la stabilità sociale e ambientale globale.

IN PRATICA

Ci sono diverse azioni che gli enti pubblici e privati dovranno perseguire per raggiungere obiettivi così impegnativi. Prima di tutto, è necessario uno sforzo educativo europeo per rimodellare il rapporto tra i cittadini dell’Ue e il cibo. La Commissione dovrà proporre azioni per aiutare i consumatori a scegliere diete sane e sostenibili, fornendo migliori informazioni sugli alimenti (da dove provengono gli alimenti e il loro valore nutrizionale).

In secondo luogo, sarà essenziale provvedere ad un quadro giuridico chiaro ed efficiente. Particolare attenzione in questo caso alle etichette e alle indicazioni che di solito si trovano sulle scatole e sulle confezioni dei prodotti alimentari al supermercato. È necessaria un’etichettatura chiara e facilmente comprensibile posta sulla parte anteriore del pacco o involucro (Front of Package). A questo proposito, oggi sono in vigore diversi sistemi in tutta l’Ue (Semaforo britannico, Keyhole svedese, Nutriscore francese, Nutrinform italiano), tutti in competizione per l’influenza sul mercato. Le etichette e i claim devono essere gradualmente sostituiti da una comunicazione che ne elimini l’utilità. Inoltre, i sigilli “Senza” o “Free from” possono essere fuorvianti, richiedendo una migliore regolamentazione e standardizzazione.

La promozione di un consumo alimentare responsabile, la transizione verso diete sane e sostenibili, la riduzione degli sprechi alimentari e una garanzia di sostenibilità nella produzione alimentare sono gli obiettivi primari da raggiungere. Un codice di condotta europeo potrebbe essere la soluzione giusta per ridare forma al business alimentare globale e comunitario, garantendo la sua sostenibilità nella produzione, nel trasporto e nel consumo.

UNA RESPONSABILITÀ COMUNE

La Commissione avrà molto di cui discutere con gli Stati membri in materia di nutrizione ed etichettatura. Ciò vale in modo particolare per tutti quei Paesi che hanno una tradizione culinaria molto complessa che potrebbe essere commercialmente danneggiata a causa, ad esempio, di alcuni cibi tradizionali particolarmente grassi e quindi considerati dannosi dalle nuove leggi. Per cambiare realmente il modo in cui produciamo e consumiamo, abbiamo bisogno di una forte partecipazione di soggetti pubblici e privati, provenienti da tutta l’Unione Europea, al fine di cogliere al meglio le opportunità che la Farm to Fork può portare alla salute dei cittadini dell’Unione Europea. Una responsabilità comune per un pianeta sostenibile.

 

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