La governatrice di Hong Kong Carrie Lam, con “il sostegno nell’adozione di questa difficile decisione” del governo di Pechino, ha annunciato oggi il rinvio di un anno delle elezioni politiche in programma per il 6 settembre. “È la decisione più difficile degli ultimi 7 mesi”, ha dichiarato nella conferenza stampa in cui ha sostenuto anche che l’epidemia di coronavirus è “troppo grave” e per questo ha deciso di usare “la legge di emergenza dell’era coloniale” per posticipare del voto di un anno.

Come raccontato da Formiche.net, però, gli attivisti non ci stanno, convinti che sia l’ennesima operazione di Pechino per reprimere le richieste di democrazia ed evitare una sconfitta. Per Joshua Wong, uno dei simboli del campo democratico (che era in vantaggio nei sondaggi), “è l’era più scandalosa della frode elettorale nella storia di Hong Kong”.

Al fianco degli attivisti pro democrazia di Hong Kong si sono schierati i membri italiani dell’Alleanza Interparlamentare sulla Cina, facendo loro l’appello comune lanciato da suoi Co-Chair: “La decisione di rinviare le elezioni del Consiglio legislativo di settembre costituisce un inaccettabile ostacolo al processo democratico di Hong Kong e solleva ulteriori preoccupazioni circa l’erosione dei diritti e delle libertà nella città”, si legge in una nota della delegazioni italiana guidata dai senatori Lucio Malan (Forza Italia) e Roberto Rampi (membri sono anche Enrico Borghi del Partito democratico, Andrea Del Mastro Delle Vedove di Fratelli d’Italia, Paolo Formentini della Lega e Roberto Giachetti di Italia Viva). “Dopo l’imposizione ampiamente condannata della legge sulla sicurezza nazionale, queste azioni rappresentano un’ulteriore riduzione dello stile di vita di Hong Kong e aggraveranno le lamentele esistenti in città in un momento di maggiore tensione”, continuano. “Esortiamo la comunità internazionale a far fronte a questa ulteriore diminuzione dei diritti e delle libertà di Hong Kong con una risposta proporzionata”.

I parlamentari, sottolineando l’importanza dell’approvazione in modo unanime della risoluzione su Hong Kong alla Camera dei Deputati ieri, hanno rilanciato il loro “appello trans-partitico al Governo italiano purché parli in modo netto e pubblico a difesa dei diritti democratiche dei cittadini di Hong Kong, e che faccia — come auspicato dalla risoluzione — pressione in ambito europeo per rafforzare la posizione dell’Unione europea con misure concrete nei confronti del governo di Pechino e di Hong Kong”. Dinnanzi alla “evidente escalation delle misure imposte delle autorità nazionali e locali”, concludono, “è chiaro che occorre una maggiore tempestività nel trovare risposte adeguate che possano concretamente far desistere tali autorità di ulteriori violazioni di massa dei diritti e delle libertà dei suoi cittadini”.

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