Cassa depositi e prestiti rafforza la presenza sul territorio aprendo una sede a Torino, dove nacque 170 anni fa: servirà 12.600 imprese e 1.300 amministrazioni locali. La scommessa sull’innovazione. L'ad Palermo: “Pronto a sottoscrivere nuovi protocolli con il Comune”

Cassa depositi e prestiti ha inaugurato oggi la sua sede a Torino nel cuore del capoluogo piemontese, in via Corte d’Appello, da cui guardare anche all’intero Piemonte, dove si trovano tra le più importanti fondazioni bancarie che da sole detengono il 5% della Cassa. Presenti all’inaugurazione anche la sindaca Chiara Appendino e il governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio.

Con l’apertura dei nuovi uffici, Cdp pone al centro della propria attività la crescita sostenibile dei territori — oggi più che mai per supportarli sia nella gestione delle difficoltà legate al Covid-19 sia nella ripartenza economica — attraverso il supporto alle imprese, con particolare attenzione a quelle di media e piccola dimensione, e allo sviluppo infrastrutturale delle regioni interessate operando in stretta sinergia con le fondazioni di origine bancaria presenti sul territorio (Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Fossano, Saluzzo, Savigliano, Vercelli).

La sede torinese sarà il nuovo punto di accesso all’offerta del Gruppo Cdp che consentirà di supportare oltre 12.600 imprese e oltre 1.300 enti pubblici presenti nelle regioni Piemonte e Valle d’Aosta e di valorizzare le sinergie con i partner bancari e le istituzioni locali. Nella nuova sede lavoreranno a regime 12 risorse del gruppo, provenienti da Cdp Imprese, Cdp Infrastrutture e Pubblica amministrazione, Cdp Venture Capital, Fondo Italiano d’Investimento, Sace e Simest.

L’inaugurazione della nuova sede di Torino si inserisce nel più ampio piano di avvicinamento al territorio, che ha già visto l’apertura delle sedi di Napoli, Verona e Genova, cui seguiranno, tra le altre, Firenze, Ancona, Roma, Milano, Brescia, Bari e Palermo.L a centralità dei territori fa da sempre parte del dna della Cassa, che durante la pandemia ha messo in campo un vasto programma di misure straordinarie a supporto delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Oggi, Cdp prosegue in questo impegno, mettendo a disposizione tutte le competenze del Gruppo per la ripartenza del Paese. “Mancano pochi mesi all’anniversario della fondazione di Cdp”, ha dichiarato il presidente Giovanni Gorno Tempini. “Oggi ci troviamo qui a Torino, dove Cassa Depositi e Prestiti è nata 170 anni fa, per ribadire il nostro impegno verso il territorio e la crescita del Paese. Impegno testimoniato dal solido legame con le imprese, dallo storico rapporto con le pubbliche amministrazioni locali e dalla stretta e sinergica collaborazione con le Fondazioni Bancarie torinesi, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, e con le altre fondazioni piemontesi: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Fossano, Saluzzo, Savigliano, Vercelli”. L’auspicio, ha aggiunto il presidente, “è che Torino sia un volano in più di investimenti e di supporto alle attività, cosa di cui in questi tempi c’è un gran bisogno”.

L’ad Fabrizio Palermo ha sottolineato invece il rapporto tra Cdp e territori sostenendo che “la firma del Piano Città per Torino un anno fa e di altri importanti accordi conclusi con le Istituzioni territoriali negli ultimi mesi, come quello per la realizzazione della linea 2 della metropolitana, ne sono una testimonianza”. “Dove siamo già sbarcati, abbiamo visto crescere il numero di operazioni in cui siamo coinvolti, e i nuovi investimenti che abbiamo avviato. Il Covid ha rallentato questo andamento ma non l’ha fermato”, ha proseguito il manager parlando a margine dell’inaugurazione, sottolineando l’impegno del gruppo con oltre 200 milioni a disposizione delle start up innovative, di cui 30 già investiti, grazie a un paniere che raccoglie un miliardo per l’innovazione. “Un comparto che richiede continuità di risorse e che si integra alla nostra capacità di collegare le imprese. Un lavoro di connessione, che noi facciamo e in passato veniva trascurato”, secondo Palermo, che è anche pronto a sottoscrivere nuovi protocolli con il Comune di Torino come quello del 2019.

Parole che sono piaciute, e molto, alla sindaca Appendino, che con la Cassa ha anche rinegoziato una parte del debito della città allungando le scadenze e dando fiato ai conti cittadini, soffocati dalla pandemia. In totale sono stati rinegoziati mutui per 761 milioni in Piemonte dall’anno scorso.

Il governatore Cirio ha evidenziato invece la necessità di supporto alle media e piccola imprese, ma anche di finanziamenti, garanzie, venture capital e private equity. Strumenti di cui Cdp dispone e che hanno conquistato anche la rappresentanza della industria regionale, cui Cdp ha destinato dal 2019 362 tra finanziamenti e fondi rotativi e altri 180 milioni per operatività con intermediari finanziari, per un totale di 3.500 imprese servite. “In questa fase servono grinta e coraggio, da oggi c’è un partner per fare sistema, per creare valore. C’è voglia di riscatto”, ha sottolineato il presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay.

È intervenuto all’inaugurazione anche il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, con un messaggio video in cui ha spiegato che la Cavallerizza Reale (sede dell’incontro) “potrà diventare un luogo simbolico di rigenerazione urbana, una cosa di cui avremo bisogno nei prossimi anni, e sono certo che Cdp su questi temi darà un grande contributo”. “Sono molto lieto dell’apertura di questa nuova sede”, ha detto, “non soltanto perché porta con sè il restauro di un immobile storico di grande importanza (quello in via Corte d’Appello), ma anche perché la manifestazione si svolge nella Cavallerizza, uno dei luoghi di Torino più simbolici, più ricchi di potenzialità e nei quali, attraverso un intervento concordato fra i diversi livelli istituzionali, ministero compreso, si farà un grande recupero”

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