Il regime venezuelano concede l'indulto a 110 oppositori. Ma Guaidó non ci sta: “Merce di scambio legittimare la farsa delle elezioni di dicembre. Non si concede la grazia agli innocenti”

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha concesso la grazia a 110 oppositori, tra i quali deputati e collaboratori del leader dell’opposizione Juan Guaidó. Obiettivo dichiarato: “Promuovere la riconciliazione nazionale”, a tre mesi dalle elezioni politiche in agenda il 6 dicembre che l’opposizione chiede di boicottare. Il decreto di Maduro concede un indulto, “estinguendo in questo modo l’azione penale che pesava su ognuno dei beneficiati dal provvedimento”, ha spiegato il ministro aggiungendo che “gli organi di polizia, militari e dei servizi penitenziari dovranno eseguire immediatamente le misure accordate dai tribunali competenti alle persone citate nel decreto”.

“Ai cittadini sotto indicati viene concessa la grazia presidenziale”, ha dichiarato il ministro delle Comunicazioni, Jorge Rodriguez, leggendo un elenco di nomi durante una conferenza stampa trasmessa dalla televisione di stato. In questo lungo elenco di 110 nomi ci sono oppositori detenuti. Altri sono liberi o in esilio. La figura più emblematica di questa lista è Roberto Marrero, braccio destro di Guaidó e capo dello staff, arrestato per “terrorismo” e incarcerato nel marzo dell’anno scorso, due mesi dopo che Guaidó si era dichiarato presidente ad interim del Venezuela. Marrero, che era detenuto nel carcere di El Helicoide, il principale centro di tortura del Venezuela, è stato rilasciato ieri sera, insieme ad altri oppositori come i parlamentari Gilber Caro e Renzo Prieto e l’avvocato Antonia Turbay.

Tra i rilasciati c’è anche il deputato Juan Requesens, incarcerato per due anni con l’accusa di aver preso parte a un tentato golpe contro il presidente Maduro, con due droni esplosi durante una cerimonia militare all’aperto.

Non figura, invece, tra i beneficiari del provvedimento di grazia Guaidó, che ha accusato il governo di utilizzare questi provvedimenti “come merce di scambio” per “legittimare una farsa”, ovvero le elezioni del 6 dicembre. “Non si concede la grazia agli innocenti o quanti hanno l’immunità”, ha aggiunto. E c’è chi è pronto a scommettere che la mossa di Maduro sia dettata anche dalla necessità di riaprire il dialogo con gli Stati Uniti per alleviare le sanzioni.

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