Il Segretario di Stato americano lavora alla partnership militare e tecnologica con Atene (che ha detto no al 5G cinese): ammodernamento degli F16 ellenici e possibile accelerazione per quattro nuove fregate e per l'upgrade delle quattro fregate tipo Meko

Difesa, tecnologia e geopolitica. Sono i tre temi sul tavolo della visita del Segretario di Stato Mike Pompeo in Grecia, prima tappa di un tour che comprende Croazia, Italia e Santa Sede. Una visita che, alla vigilia, ha già suscitato la reazione stizzita di Ankara. Ma gli Usa rafforzano la partnership con Atene su due binari strategici come la fornitura militare e il settore tecnologico.

“Sono entusiasta di tornare in Grecia – ha detto Pompeo – un partner fondamentale degli Stati Uniti con il quale condividiamo una visione strategica comune. La forza delle nostre relazioni bilaterali è a un livello più alto che mai”.

TECNOLOGIA

Oggi Pompeo in Grecia è stato accompagnato da Michael Kratsios, già Ceo della Casa Bianca e numero uno del comparto tecnologico Usa. Prima un passaggio a Salonicco per rimarcare l’interesse a stelle e strisce verso il costone balcanico, dove la Grecia rappresenta un inviabile punto di osservazione e dove il porto di Alexandrupolis ne incarna la leva geografica. Evidentemente il filo tra i due Paesi non è tessuto solo sul comparto militare, ma oltre al raddoppio di Souda Bay a Creta (dove dopo i lavori moltiplicheranno i moli per sommergibili) si registra anche un forte interesse delle aziende americane per gli investimenti in Grecia (che intanto ha già detto no al 5G cinese). L’obiettivo è creare nell’Egeo una specie di Silicon Valley, dal momento che già in Attica c’è un laboratorio di Tesla per i treni super veloci, ospitato del Demokritos Center in Attica.

Tra gli altri verrà siglato un accordo esteso alla collaborazione con la National Science Foundation, che è il principale ente di finanziamento della ricerca negli Stati Uniti. Le parti hanno condotto una revisione ad alto livello del dialogo strategico Usa-Grecia, in previsione del terzo dialogo strategico che si terrà a Washington nel 2021.

DIFESA

Il link Usa-Grecia alla voce difesa può contare sulla presenza, forte, di Lockheed Martin che già ha intrapreso l’upgrade di 84 caccia F-16. Inoltre è stato concluso l’accordo per la fornitura di quattro elicotteri MH-60R alla Marina ellenica mentre è allo studio un passo più pesante in direzione della Marina. In ballo c’è l’acquisto greco di quattro nuove fregate e l’upgrade di altre quattro fregate tipo Meko. Anche in questo caso c’è una proposta americana per costruire quattro nuove fregate multiruolo (Mmcs) con un parallelo potenziamento della Meko in Grecia.

Il tutto andrà impreziosito dalla seconda base navale a Souda, con l’ambizioso obiettivo che il Quartier Generale del Comando del Mediterraneo Orientale (Sdam) a Souda abbia un reale potenziale nei prossimi anni, magari in parallelo con il disimpegno Usa dalla base turca di Incirlik. Da segnalare la possibilità che il KC-135, dedito al rifornimento in volo, possa decollare anche dalla base aerea di Larissa, dove sono giunti da mesi anche gli elicotteri americani Kiowa. Da tempo si discute anche di due F-35 per Atene (che ha già acquistato 18 Rafale francesi): anche se è nota a tutti l’esosità dell’investimento, la decisione quando sarà presa avrà risvolti geopolitici, prima che economici.

INTRECCI

L’intreccio tra Usa, Israele e Emirati Arabi Uniti in Grecia è strategico: per un mese saranno in Grecia anche alcuni F16 emiratini proprio al fine di contribuire al consolidamento della stabilità nella regione. Non è un caso che due giorni prima dell’arrivo di Pompeo in Grecia, il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, abbia incontrato il premier Mitsotakis e ministro degli esteri Dendias. Prossimo passo il cronoprogramma del tavolo di dialogo ellino-turco, sul quale da Atene si sottolinea costantemente che l’unico oggetto di discussione con la Turchia nei contatti esplorativi è la delimitazione della piattaforma continentale e della ZEE. Alla voce energia va registrato il favore con cui Pompeo e il minisro degli esteri greco Dendias hanno accolto il completamento della sezione greca del gasdotto TAP, in attesa dell’interconnessione Grecia-Bulgaria (IGB), della costruzione di un impianto di gas naturale liquefatto a Alexandroupolis e della relativa privatizzazione del porto.

twitter@FDepalo

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