Il cda della Fondazione Leonardo ha approvato all’unanimità la nomina per Funiciello alla direzione della storica rivista rinata a febbraio dello scorso anno. L’ex capo di gabinetto di Paolo Gentiloni (2014 e il 2016) assume la carica lasciata vacante dalla prematura scomparsa di Peppino Caldarola

Antonio Funiciello è il nuovo direttore responsabile di Civiltà delle Macchine, la storica rivista rinata a febbraio dello scorso anno grazie alla Fondazione Leonardo. L’ex capo di gabinetto di Paolo Gentiloni alla presidenza del Consiglio tra il 2014 e il 2016 assume la carica lasciata vacante dalla prematura scomparsa di Peppino Caldarola.

Lo ha deciso il consiglio di amministrazione di Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, riunitosi oggi sotto la presidenza di Luciano Violante. La nomina a Funiciello è stata approvata all’unanimità con decorrenza immediata.

IL PROFILO

Classe 1976, laureato in Filosofia alla Federico II di Napoli, Antonio Funiciello è giornalista e scrittore, esperto di comunicazione. È attualmente direttore di Joule, la scuola lanciata da Eni lo scorso maggio per formare e sostenere giovani imprenditori e startupper che “vogliono crescere e far crescere I’Italia in maniera sostenibile”. Funiciello collabora oggi con Il Foglio e L’Espresso. Lo scorso anno ha pubblicato per Rizzoli Il metodo Machiavelli – Il leader e i suoi consiglieri: come servire il potere e salvarsi l’anima (qui il focus). Per Donzelli ha invece pubblicato tra il 2011 e il 2013 A vita – Come e perché nel Partito democratico i figli non riescono a uccidere i padri e Il politico come cinico – L’arte del governo tra menzogna e spudoratezza. Dal 2016 al 2018 è stato capo di gabinetto del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

LA RIVISTA

Ora assume la guida di Civiltà delle Macchine, storica rivista fondata da Leonardo Sinisgalli nel 1953, con una nomina a cui sono seguite le inevitabili dimissioni dal cda della Fondazione in cui Funiciello sedeva dallo scorso anno. La rivista, spiega la Fondazione, punta a rappresentare “un ponte tra la cultura umanistica e quella scientifica”, con il focus sul concetto di “umanesimo digitale”. Il numero più recente (il terzo del 2020 per una cadenza trimestrale) ha tra gli altri un editoriale firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “L’irrinunciabile ricchezza della scienza”.

La rivista è tornata in stampa grazie alla Fondazione Leonardo. Lo ha fatto, ricorda oggi, “grazie all’impegno del direttore Peppino Caldarola, improvvisamente scomparso a settembre, che in questo progetto aveva fortemente creduto sin dal primo momento dedicandovi le sue migliori energie”.

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