Il consiglio d’amministrazione dell’Enac ha approvato il “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli spazioporti”. È un ulteriore passo in avanti per realizzare dello spazioporto nazionale presso lo scalo di Taranto-Grottaglie

Luce verde per la realizzazione dello spazioporto italiano presso l’aeroporto di Taranto-Grottaglie. Il consiglio d’amministrazione dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) ha approvato ieri il Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli spazioporti, ulteriore passo in avanti per realizzare l’infrastruttura con prospettive che vanno dal turismo spaziale alla ricerca scientifica. Il progetto conferma altresì la vocazione aerospaziale della Puglia (confermata in un recente workshop) e l’interesse a sviluppare ulteriormente le competenze regionali.

IL PROGETTO

Chiuso ai voli civili da una quindicina d’anni, l’aeroporto Marcello Arlotta di Grottaglie è attualmente utilizzato come scalo cargo, gestito da Aeroporti di Puglia con Enav in qualità di gestore del traffico aereo. È stato individuato ormai tre anni fa quale sito idoneo a ospitare lo spazioporto italiano, dopo un lungo processo di selezione che ha coinvolto molteplici istituzioni, dal ministero dei Trasporti (Mit) all’Enac, dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) alla Difesa. A maggio 2018, il Mit ha incaricato l’Enac di attuare “tutte le azioni necessarie per realizzare e attivare la struttura entro il 2020”.

L’INTERESSE

Stando al progetto allora presentato, la trasformazione dello scalo cargo in spazioporto avverrà con finanziamenti che potrebbero includere anche la partecipazione dei privati, un’eventualità tutt’altro che remota dato il grande interesse che suscita il campo spaziale. L’interesse riguarda d’altronde buona parte del sistema-Paese, con una molteplicità di attori coinvolti e una grande varietà di ambiti applicativi che vanno dal trasporto aereo alla ricerca scientifica, passando per un ricco turismo (si parla di circa 200mila euro a biglietto per un viaggio oltre l’atmosfera) e un più facile accesso allo spazio.

IL PUNTO

Ora è arrivato “un evento di grande rilevanza in quanto l’Italia è il primo Paese europeo a dotarsi di un regolamento per realizzare e gestire uno spazioporto sul proprio territorio nazionale”, ha notato Nicola Zaccheo, presidente dell’Enac e da poco nominato prossimo presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Il regolamento per lo spazioporto, ha aggiunto, “è un passo fondamentale per avviare questo importante e strategico nuovo segmento dell’aviazione civile che consentirà nel prossimo futuro di effettuare voli suborbitali commerciali dal nostro Paese”.

IL PROCESSO

Formalmente, l’adozione del Regolamento risponde a quanto previsto lo scorso con apposito decreto dal Mit, e cioè la possibilità di utilizzare lo scalo di Grottaglie come spazioporto nazionale e “arricchire l’offerta infrastrutturale nazionale nell’ottica di una strategia di sviluppo dell’intero sistema dell’aviazione”. Il Regolamento, spiega l’Enac, rientra nella più ampia regolazione delle attività commerciali suborbitali, che include, tra l’altro, le operazioni di volo e i servizi di navigazione aerea, ed è essenziale per consentire al Paese di realizzare un accesso autonomo allo spazio, in attuazione delle strategie governative in materia di Space economy, a partire dagli indirizzi di governo siglati dal premier Giuseppe Conte a marzo dello scorso anno.

L’ATTENZIONE PER IL TERRITORIO

La regolazione delle attività commerciali stratosferiche e suborbitali è assolta dall’Enac sulla base delle proprie competenze e degli orientamenti previsti dal Mit con il decreto numero 354 del 2017. “Il Regolamento – spiega l’Ente – sviluppato con il contributo dei più importanti soggetti pubblici e privati, ha ricevuto un notevole consenso in fase di consultazione pubblica e contiene molte innovazioni regolamentari, con particolare attenzione alla sicurezza delle operazioni e alla tutela del territorio”.

Condividi tramite