Con i sottosegretari Manzella e Di Stefano, il Distretto tecnologico aerospaziale pugliese (Dta) ha tenuto ieri il workshop “Verso il Mediterranean Aerospace Matching 2021”. Tra droni e satelliti, l'obiettivo è rendere l’aeroporto di Grottaglie “un volano di sviluppo non solo per la Puglia ma per tutto il Paese”

La Puglia si conferma regione a vocazione aerospaziale e lancia l’aeroporto di Grottaglie come punto di riferimento nazionale (e non solo) nel volo a pilotaggio remoto. D’altra parte, “oggi dobbiamo fare le scelte tecnologiche importanti che ci diranno dove saremo fra trent’anni”, ha detto il sottosegretario al Mise Gian Paolo Manzella, tra gli ospiti del workshop in vista di “Mediterranean Aerospace Matching 2021”, la fiera sui droni che andrà in scena a marzo sullo scalo tarantino.

L’EVENTO

Il dibattito è stato organizzato alla Fiera del Levante dal Distretto tecnologico aerospaziale (Dta), Ice-Agenzia e Regione Puglia, con la collaborazione di Puglia Sviluppo, Aeroporti di Puglia e Arti-Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione. Obiettivo preparazione al “Mediterranean Aerospace Matching”, in programma nell’aeroporto di Grottaglie dal 24 al 26 marzo 2021, fiera dedicata ai droni che punta a confermarne lo scalo tarantino come centro aerospaziale di prim’ordine. “Localizzare a Grottaglie una manifestazione sui droni è una scelta di posizionamento su un segmento che può segnare l’identità di un territorio”, ha spiegato il sottosegretario al Mise Gian Paolo Manzella, intervenuto al workshop. “L’aerospazio italiano – ha aggiunto – deve avere nelle regioni delle gambe forti; è importante che la Puglia coltivi questa vocazione territoriale”.

GLI OSPITI

Insieme a Manzella, tanti gli ospiti intervenuti. Nutrita la rappresentanza industriale, tra cui il direttore Europa di Lockheed Martin Luigi Piantadosi, il presidente dell’Aiad Guido Crosetto, Chiara Pertosa di Sitael e Alessandro Mura di Leonardo. Intervenuti anche il presidente dell’Ice Agenzia Carlo Maria Ferro, la presidente della Fondazione Amaldi Maria Cristina Falvella il dirigente della Sezione Internazionalizzazione della Regione Puglia Giuseppe Pastore e il presidente di Aeroporti di Puglia Tiziano Onesti. Padrone di casa Giuseppe Acierno, presidente del Dta, mentre la chiusura dei lavori è stata affidata al sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano.

L’AEROSPAZIO PUGLIESE

Ad affiancare il dibattito l’apposito studio del Dta, realizzato su incarico della Regione Puglia, incentrato sull’obiettivo di rendere l’aeroporto di Grottaglie un centro aerospaziale di livello internazionale, con attività industriali, scientifiche e formative tra droni, satelliti e alta innovazione. L’ambizione poggia sui numeri dell’aerospazio pugliese: “738 milioni di fatturato export, 550 imprese, oltre 7.900 addetti, quasi mezzo miliardo di investimenti generati grazie agli strumenti di agevolazione messi in campo dalla Regione Puglia”. Numeri datati 2019, cioè prima della pandemia da Covid-19, che ora descrivono le potenzialità per contribuire al rilancio dell’economia nazionale.

IL RILANCIO

D’altra parte, ha spiegato Giuseppe Pastore, “l’aerospazio pugliese è un settore strategico che la Regione Puglia ha contribuito a rendere grande movimentando quasi mezzo miliardo di euro di investimenti con i suoi strumenti di agevolazione tra le due ultime programmazioni”. Prima della pandemia, ha aggiunto, “il settore volava alto con un fatturato export di 738 milioni di euro, in crescita del 31,8% nel 2019 rispetto all’anno precedente e un’incidenza sul risultato esportativo nazionale dell’11,9%”, ha aggiunto. Ora “bisogna guardare avanti” con “la volontà di ripartire”.

LE SFIDE

Secondo il presidente del Dta Giuseppe Acierno, “gli effetti dei mutamenti climatici e il Covid-19 sono certamente i due principali fattori di cambiamento del settore aerospaziale che è oggi particolarmente bisognoso di politiche nazionali ed europee per la salvaguardia del valore accumulato negli anni in termini di addetti, imprese e tecnologie”. Come affrontare tutto questo? Con ulteriore innovazione, ad esempio su “droni e satelliti, che costituiscono una grande opportunità per generare nuovi prodotti, servizi, occupati, imprese e reddito”.

In questo ambito, ha ricordato Acierno, “la Puglia si presenta da anni come una Regione all’avanguardia in cui il Distretto ha ideato avviato e realizzato progetti e iniziative altamente innovative, molte delle quali ruotano intorno allo sviluppo e utilizzo dell’aeroporto di Grottaglie”. Da qui il progetto di una fiera nello scalo tarantino tutta dedicata agli unmanned. Secondo lo studio del Dta, proprio la pandemia ha segnato il passaggio a un uso più massiccio di droni, tra consegne mediche, monitoraggio e ispezioni remote.

LA CANDIDATURA DI GROTTAGLIE

Grottaglie conferma dunque la candidatura a centro nazionale. Già nel 2014 ha ottenuto il riconoscimento da parte dell’Enac di test bed per le attività aerospaziali e dal 2018 quella di primo e unico spazioporto italiano. “Lo sviluppo del cluster aerospaziale pugliese attorno a Grottaglie attraverso la promozione sui mercati esteri è una priorità per Ice-Agenzia”, ha spiegato il presidente Carlo Maria Ferro. “Questa iniziativa – ha aggiunto – incrocia quattro delle nuove aree di focus della nostra azione nell’ambito del patto per l’export: mezzogiorno, innovazione tecnologica, sviluppo delle Pmi nei cluster di filiera, start-up”. Ne è convinto anche Guido Crosetto: “l’obiettivo deve essere quello di fare di Grottaglie luogo di ricerca, test e produzione; è importante costruire percorsi che abbiano poi un impatto reale, cioè trasformare la ricerca in prodotto”. E così, ha assicurato, “l’Aiad parteciperà in ogni modo possibile alla realizzazione di questo progetto, ma deve essere un progetto di rilievo nazionale”.

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