Sbagliare è umano, perseverare autem diabolicum. Il governo può fare errori di fronte allo scoppio di una crisi imprevedibile e drammatica come quella del Covid-19. Ma quando torna a colpire otto mesi dopo, il sistema-Paese non può farsi trovare così impreparato. Il commento di Alfonso Celotto

Estote parati. La frase ha origine biblica e ci ricorda di essere pronti di essere preparati. Eppure in questa seconda ondata che ci sta coinvolgendo governo e regioni hanno dimostrato di non essere preparati, né pronti.

Nel senso che fin dalla primavera sapevamo che c’era il rischio di un nuovo contagio e che quindi bisognava preparare misure adeguate e proporzionali. Serviva tenere pronti nuovi servizi ospedalieri e sanitari. Servivano app di tracciamento. Serviva un sistema di educazione delle persone al contenimento e alla prudenza.

È passata l’estate. Sembrava che tutto fosse finito e invece non è accaduto completamente. Ora siamo consapevoli di rischiare il nuovo Lockdown.

Non è per colpa dei cittadini ma è per colpa dello Stato che non si è fatto trovare pronto alla seconda ondata. Tutti sapevano tutti se lo aspettavano, eppure non abbiamo le misure adeguate. Questo è il vero problema.

Lo vediamo in maniera evidente nelle decisioni di queste settimane. Nella incertezza con cui governo regioni e comuni cercano di gestire i contagi in continuo aumento. Si è scelta la strada della progressività, nel senso di limitare di volta in volta le misure di contenimento.

Prima l’obbligo delle mascherine, poi l’incremento della didattica a distanza e dello smart working, poi il coprifuoco limitato a determinate aree e ora ci si aspetta un coprifuoco generalizzato a gran parte del territorio nazionale. Per poi arrivare a un secondo Lockdown.

La cautela e l’incertezza dello Stato nel prendere queste decisioni si spiegano nella difficoltà di bilanciare l’interesse sanitario con gli interessi sociali ed economici.

Nel primo Lockdown ha prevalso l’interesse sanitario, ma ora probabilmente il Paese non può reggere dal punto di vista sociale e dal punto di vista economico un secondo blocco generalizzato.

Quel che preoccupa davvero è l’impreparazione, cioè il fatto che le nostre istituzioni si sono fatte cogliere alla sprovvista. Da cittadini siamo preoccupati e confusi, anche perché non troviamo nelle istituzioni le risposte adeguate.

Già Socrate insegnava che al potere ci devono essere i migliori… Perché è dei migliori che ci aspettiamo le scelte migliori, cioè le scelte nell’interesse generale.

Possiamo anche giustificare errori e incertezze, quello che non possiamo giustificare è l’impreparazione, il fatto di non essersi fatti trovare pronti. Attorno a noi vediamo che il sistema statale di controllo e prevenzione appare al collasso. Di questo vorremmo una spiegazione. Perché il sistema Italia non si è fatto trovare pronto alla seconda ondata?

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