In piena crisi, gli italiani hanno paura della povertà ma sono stanchi dei sussidi a pioggia (senza controlli). L’ultimo Radar Swg rivela una clamorosa bocciatura del reddito di cittadinanza targato M5S. Ecco perché

Basta assistenza e sussidi a pioggia. C’è un’Italia che dice no al reddito di cittadinanza targato Cinque Stelle, e ha la maggioranza (relativa) del Paese. È l’ultimo Radar Swg a svelare un clamoroso capovolgimento, in piena pandemia.

La povertà è percepita come un’urgenza assoluta dagli italiani. Non il sussidio grillino. Il 44% degli intervistati chiede di “fare più controlli e togliere i sussidi a chi non ne ha diritto o a chi non si attiva per cercare un lavoro”.

Dal 2016 ad oggi, la popolarità del reddito di cittadinanza è piombata a picco. Quattro anni fa la maggioranza del Paese, il 54%, lo riteneva uno strumento utile per combattere la povertà. Oggi solo il 24% continua a pensarla così, a fronte di un 76% che lo boccia sonoramente.

Di quella schiera di sostenitori, una buona parte viene dalle fila del Movimento. Tra di loro, il 63% continua a fare il tifo per il reddito proposto da Beppe Grillo&Co. Ma tra le altre forze politiche prevale scetticismo. Nella base del Pd, l’altro partner di governo, è d’accordo il 19%, nella Lega il 22%, in Fratelli d’Italia il 17%.

Cosa non funziona nella misura spot dei pentastellati? C’è più di una falla, a sentire gli intervistati da Swg. Di loro, solo il 2% lascerebbe il reddito così com’è. Un quinto, il 21%, lo abolirebbe del tutto, mentre il 33% sostiene che dovrebbe essere “sostituito da un nuovo strumento di contrasto alla povertà”.

Il vero problema, svela il Radar, è la ricerca di lavoro dei beneficiari. Chi riceve il sussidio resta a casa, o si ferma al primo colloquio. Persino gli elettori del Movimento (una maggioranza, il 55%), ammette che il reddito andrebbe “potenziato nella parte della ricerca del lavoro per i beneficiari”.

Insomma, se il timore di finire sul lastrico durante la crisi raggiunge picchi preoccupanti rispetto agli anni precedenti (un italiano su cinque, il 19%, crede che diventerà povero in tempi brevi), sulle ricette non c’è accordo. L’assistenzialismo può anche funzionare, ma mirato e sottoposto a rigorosissimi controlli. E, per citare un’espressione di Giuseppe Conte sul Mes, per gli italiani il reddito di cittadinanza “non è una panacea”.

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