Tre anni fa lo scandalo finanziario legato al riciclaggio di denaro russo che ha travolto la banca tedesca. Ora, nonostante le sanzioni e una stretta sui controlli, per gli esperti del Dipartimento di New York è tempo che la banca abbandoni la Russia. Prima che sia il Cremlino ad accompagnare l’istituto alla porta

Una delle più grandi banche europee fuori dalla Russia? Possibile, anzi, probabile, almeno a leggere quanto riportato questa mattina dal Wall Street Journal. La banca tedesca Deutsche Bank, che da anni lotta contro perdite e bilanci farciti di derivati, potrebbe sbaraccare l’intera sua struttura in Russia, ovvero uno dei principali mercati del mondo. Perché?

Il rapporto tra Mosca e la banca di Francoforte sul Meno, primo istituto tedesco, è da tempo deteriorato se non addirittura conflittuale. A partire dal 2017, Deutsche Bank ha dovuto infatti onorare sanzioni per 600 milioni di dollari, in seguito a uno scandalo finanziario di proporzioni notevoli, che ha avuto origine proprio in Russia.

Attraverso mesi di controlli e verifiche, i regolatori statunitensi ed europei erano infatti riusciti a ricostruire un flusso di denaro che facoltosi clienti russi sono riusciti a riciclare attraverso le filiali di Deutsche Bank a Mosca e Londra, per un totale di 10 miliardi di dollari. Un danno di immagine che al Cremlino non hanno gradito.

Sanzioni a parte, gli effetti collaterali di tale scandalo hanno continuato a manifestarsi e ora sembra essere arrivata la resa dei conti. I regolatosi russi, in particolare le autorità di vigilanza sul sistema bancario e finanziario potrebbero infatti spingere i vertici della banca tedesca a smobilitare, su pressing di alcuni esperti nominati dal Dipartimento dei servizi finanziari di New York.

La richiesta di un passo indietro potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. Lo scorso ottobre, i controllori indipendenti nominati dal Dipartimento servizi finanziari dello Stato di New York avevano infatti riferito che le misure prese dalla banca, in seguito allo scandalo di tre anni fa, per migliorare i controlli non erano sufficienti ad appianare i grandi rischi derivanti dal condurre affari con clienti russi. Un allarme che, racconta il WsJ, deve aver spinto la Russia a prendere in mano la situazione. Un portavoce di Deutsche Bank non ha voluto rilasciare commenti, precisando che la banca sta conducendo un’analisi dei rischi per diversi Paesi, inclusa la Russia. Ma non sembra bastare.

Attenzione però, i controllori, che sono gli avvocati Lee Wolosky e Dawn Smalls dello studio legale Jenner&Block, non possono imporre all’istituto di attuare cambiamenti nella propria geografia planetaria, ma si occupano di fornire raccomandazioni in linea con le normative delle autorità Usa. Ma le autorità russe, possono. E adesso?

La sollecitazione di questi esperti a lasciare le attività in Russia si presenta come un grande dilemma per la banca e per l’ad Christian Sewing, che aveva promesso di ripristinare la reputazione offuscata di Deutsche Bank (che nel frattempo ha messo il grosso della forza lavoro russa in smart working) agli occhi delle autorità di regolamentazione. Promessa però, a quanto pare, non mantenuta.

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