Guido Bertolaso, al momento, sembra il nome più accreditato ma ci sono anche altre ipotesi allo studio su cui Claudio Durigon però non si è sbilanciato. Sempre civici o tecnici di area in grado di parlare a un elettorato più vasto, in linea con l’indicazione emersa dopo le regionali dello scorso settembre. Insomma, potrebbero non mancare le soprese

La scelta del candidato sindaco a Roma? “L’obiettivo è arrivare a un nome condiviso già tra fine novembre e inizio dicembre”. Guido Bertolaso? “È uno dei profili principali che stiamo valutando. Di sicuro ha la caratteristica fondamentale che il centrodestra vuole in un candidato sindaco: è una persona capace”. Parola del deputato ed ex sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, uomo forte di Matteo Salvini nel Lazio e a Roma dove coordina anche la segreteria cittadina della Lega, che in questa conversazione con Formiche.net ha fatto il punto della situazione sulle scelte che attendono il centrodestra in vista delle prossime elezioni capitoline. A partire dal candidato. Bertolaso, al momento, appare il più accreditato ma ci sono anche altre ipotesi allo studio su cui Durigon però non si è sbilanciato. Sempre civici o tecnici di area in grado di parlare a un elettorato più vasto, in linea con l’indicazione emersa dopo le regionali dello scorso settembre. Insomma, potrebbero non mancare le soprese.

Durigon, qual è l’identikit su cui state lavorando?

La sintesi del tavolo del centrodestra avviato in tutte le città metropolitane in cui si andrà al voto è la ricerca di figure che siano inclusive, capaci e che abbiano dimostrato di saper amministrare. A Roma, in particolare, veniamo da una lunga stagione negativa. La capitale ormai è ridotta ai minimi termini. Abbiamo bisogno di una persona che conosca la macchina amministrativa e che la faccia funzionare nel più breve tempo possibile e nel modo più efficiente. Non dovrà essere però un uomo solo al comando: per questo stiamo anche costruendo una squadra di persone competenti che collaboreranno con il futuro candidato sindaco.

Che ne pensa dell’ipotesi Bertolaso di cui molto si parla in queste ore?

Guido Bertolaso sicuramente è uno dei nomi principali sul tavolo di discussione del centrodestra. Certamente, ha la caratteristica fondamentale che vogliamo in un candidato sindaco: è una persona capace, come ha dimostrato anche durante la pandemia in Lombardia e nelle Marche. Conosciamo il suo valore.

Potrebbe essere dunque Bertolaso il candidato sindaco del centrodestra? 

È ancora presto, ma di sicuro è uno dei nomi su cui stiamo ragionando per far ripartire Roma.

Giorgia Meloni ieri ha detto: “Non so se Bertolaso sarebbe un buon candidato, di sicuro sarebbe un ottimo sindaco”. Che tipo di campagna elettorale vi aspettate?

Roma da questo punto di vista è particolare, credo che sia già un passo avanti quando si decide di mettere al di sopra di tutto le capacità. L’uno vale uno dei Cinquestelle nella Capitale ha plasticamente fallito. Non è così, servono persone competenti e su questo stiamo lavorando. Bertolaso è una delle possibili soluzioni, ma ci sono anche altri nomi.

Quali altri nomi state valutando insieme a quello di Bertolaso?

Nomi ulteriori non è giusto che ne faccia per rispetto nei confronti degli alleati, ma abbiamo diversi profili.

Sono tutti profili civici?

I nomi potenziali su cui stiamo lavorando e che abbiamo in mente sono tutti civici. Una decisione coerente con l’assetto generale che il centrodestra ha scelto per le comunali del prossimo anno: profili inclusivi, capaci e che siano in grado di guardare anche oltre il tradizionale steccato di centrodestra.

Questa indicazione arriverà prima di Natale o si andrà all’anno nuovo?

Sono convinto che la scelta del candidato sindaco sarà effettuata entro Natale, anzi spero ancora prima. L’obiettivo è arrivare a un nome condiviso già tra fine novembre e inizio dicembre, per poter partire con la campagna elettorale e con la costruzione della squadra che dovrà affiancare il candidato sindaco.

Qual è a suo avviso la priorità numero uno della città eterna?

A Roma bisogna ripartire dai servizi. Quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni è stato clamoroso e durante la pandemia le cose non sono andate affatto meglio. Dalla raccolta dei rifiuti al trasporto pubblico fino alla viabilità cittadina: queste sono le priorità su cui il nuovo sindaco dovrà concentrarsi. Occorre ricominciare dalle basi. La stagione di Virginia Raggi è ormai avviata fortunatamente al tramonto, lo confermano anche alcune recenti nomine come quella del city manager del Campidoglio Franco Giampaoletti a nuovo direttore generale di Atac, l’azienda capitolina dei trasporti. Il segnale inequivocabile che Roma sta per voltare pagina.

A suo avviso, Virginia Raggi sarà in campo alle prossime elezioni capitoline oppure ci sarà l’alleanza tra Partito democratico e cinquestelle? (Qui l’ultimo approfondimento di Formiche.net sul tema, ndr)

L’unica certezza che abbiamo oggi in Italia è che non si conosce la vera natura del Movimento 5 Stelle. Il suo trasformismo ha condotto a giravolte impensabili: dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ma, alla fine, ci sono entrati dentro e non ne vogliono più uscire. Credo che Raggi debba fare un passo indietro indipendentemente dall’eventuale alleanza con il Pd: non si dovrebbe candidare per come sono andati questi cinque anni.

La candidatura di Carlo Calenda, invece, la preoccupa?

Mi pare si sia già abbastanza sgonfiata, anche perché il Partito democratico non gli ha dato fiato. Sta lì, a mio avviso, perché in qualche modo deve potenziare il suo partito che è appena nato.

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