Il governo Merkel sta lavorando alla nuova legge cyber. Nella bozza c’è un sistema di doppia verifica sull’affidabilità dei fornitori (prima gli 007, poi la politica) che potrebbe escludere Huawei e Zte dal 5G

Niente esclusione di Huawei esclusione Zte ma un lungo percorso a ostacoli che potrebbe portare a un’esclusione de facto dei cosiddetti fornitori “ad alto rischio” dalle reti 5G del Paese. È questa la conclusione a cui sarebbe arrivato, dopo due anni di discussioni, il governo tedesco guidato da Angela Merkel. Lo riporta il quotidiano economico tedesco Handelsblatt che ha avuto accesso alla bozza del 19 novembre della IT-Sic 2.0, la “Seconda legge per aumentare la sicurezza dei sistemi informatici” attesa a dicembre al Bundestag.

IL CONTENUTO DELLA LEGGE

Alcuni giorni fa Annegret Kramp-Karrenbauer, ministro della Difesa e segretario generale della Cdu, aveva confermato le restrizioni anti Huawei parlando di “implicazioni troppo pesanti” in termini di sicurezza e di alleanza atlantica nel corso di un’intervista al Sydney Morning Herald. Le sue dichiarazioni stanno prendendo forma di legge. Come era emerso già a ottobre, la nuova norma dovrebbe introdurre un processo di approvazione in due fasi, un primo controllo tecnico e un secondo di carattere politico.

I TIMORI DELLE AZIENDE

C’è però un elemento della norma che potrebbe rappresentare un problema per il governo. È previsto che gli operatori attendano il via libera politico prima di realizzare le loro reti. Ma Deutsche Telekom, Vodafone e Telefónica hanno già iniziato a lavorare con Huawei sull’infrastruttura. Così, nel caso in cui il colosso cinese fosse vietato, potrebbero essere costrette a costi extra a causa dei ritardi del governo.

GLI ULTIMI DUBBI

Per Thorsten Benner, cofondatore e direttore del Global Public Policy Institute, “il nuovo progetto di legge non risolve nulla”. Con un breve thread su Twitter, però, l’esperto ha sottolineato il “lato positivo”: “L’affidabilità dei fornitori è il criterio centrale e consente l’esclusione basata su ‘interessi pubblici schiaccianti, in particolare considerazioni di sicurezza”. Fondamentale, nota, sarà il processo di decisione sull’affidabilità: a chi spetta l’ultima parola? La stretta finale su Huawei e Zte potrebbe arrivare nel corso del passaggio della norma al Bundestag, dov’è c’è “una maggioranza contro i fornitori ad alto rischio”, spiega Benner: “Il Parlamento può spingere per una modifica del progetto di legge per includere l’unanimità tra i ministeri chiave per la decisione di affidabilità del fornitore (che era la proposta degli Esteri)”. In questo modo ogni ministero avrebbe potere di veto sui fornitori ad alto rischio: una soluzione che renderebbe la strada impossibile per Huawei e Zte e metterebbe fine a quella che, sempre su Twitter, Noah Barkin, senior visiting fellow del programma Asia del German Marshall Fund, ha definito “ambiguità strategica” scelta da Berlino.

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