È partita la nuova sentinella del sistema europeo Copernicus per l’Osservazione della Terra. Frutto della collaborazione tra le due sponde dell’Altantico, ha un forte contributo italiano. Si chiama “Sentinel-6 Michael Freilich” e dovrà monitorare gli oceani

C’è un occhio in più a vegliare sulla Terra dallo Spazio. Puntuale, poco dopo le 18 italiane, dalla base di Vandenberg, in California, è partito il satellite Sentinel-6 del sistema Copernicus. A bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX ha raggiunto lo Spazio, a oltre 1.300 chilometri dalla superficie terrestre, così da incrementare la capacità di osservazione degli oceani e contribuire al monitoraggio del cambiamento climatico.

LA MISSIONE

Nel 2025 dovrebbe essere raggiunta dalla gemella, Sentinel-6B, che incrementerà la capacità di osservazione e di rilevamento altimetrico di precisione. Già da sola Sentinel-6 avrà difatti capacità di coprire il 95% degli oceani (ghiacci esclusi) ogni 10 giorni. Il compito principale è monitorare il livello delle acque in tutto il globo, dando così un fondamentale contributo agli studi sull’oceonografica e sul clima. A bordo il satellite ha anche strumenti dedicati ad analisi atmosferiche che supporteranno modelli climatici, tracciamento di uragani e previsioni meteo.

LA COLLABORAZIONE ESA-NASA

La missione è frutto della collaborazione tra l’Agenzia spaziale europea (Esa) e la Nasa. Non è un caso che la sentinella sia l’unica del programma Copernicus ad essere intitolata a una persona, Michael Freilich, storico direttore della divisone Scienze della Terra dell’agenzia americana. Partecipano alla missione anche altre istituzioni, l’europea EumetSat, l’americana Noaa e la francese Cnes. Importante inoltre il contributo dell’autorevole Jpl della Nasa, che ha realizzato tre degli strumenti scientifici a bordo di Sentinel-6.

IL PROGRAMMA

Coordinato e gestito dalla Commissione europea, il programma Copernicus rappresenta il contributo del Vecchio continente al più vasto progetto Geoss (il Sistema dei sistemi per l’osservazione globale della Terra). Dispiegata i suoi servizi in collaborazione con Stati membri e Esa avvalendosi delle varie “sentinelle”, satelliti di diversa generazione e tecnologia, con compiti specifici per ognuna.

IL RUOLO ITALIANO…

Sin dal primo lancio del 2014, l’industria italiana è in prima fila su Copernicus, in particolare con Leonardo e le sue due joint venture, Thales Alenia Space e Telespazio. Lo hanno confermato di recente i nuovi contratti assegnati dall’Esa per le sentinelle del futuro (qui il focus). Anche nella Sentinel 6, che ha avuto come prime contractor Airbus Defence and Space, c’è tanta Italia.

…DI LEONARDO…

Leonardo ha infatti fornito i pannelli fotovoltaici che garantiscono l’energia di Sentinel-6. Quattro in tutto, con oltre cinquemila celle che forniranno l’energia necessaria al posizionamento e funzionamento del satellite. Coinvolto soprattutto il sito milanese di Nerviano, già protagonista dei pannelli destinate alle sentinelle 3 e 5P del programma.

…E DELLA SPACE ALLIANCE

Thales Alenia Space ha realizzato lo strumento principale a bordo di Sentinel 6, ossia il radar altimetro Poseidon-4. Si tratta di un radar altimetro bi-frequenza (in banda C e Ku) che permette di misurare la topografia della superficie degli oceani. Telespazio, tramite la sua controllata tedesca Telespazio Vega Deutschland, ha sviluppato il simulatore utilizzato dal Centro europeo per le operazioni spaziali (Esoc) per la preparazione delle fasi di lancio e di inserimento in orbita. Ha fornito supporto anche nella preparazione del Mission Control System che gestisce lo stesso Esoc.

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