Attese da giorni, sono arrivate le dimissioni del segretario della Difesa Mark Esper, da tempo in contrasto con il presidente Donald Trump. Dopo la sconfitta elettorale a favore di Joe Biden, un altro licenziamento del Tycoon. A capo del Pentagono va Christopher C. Miller. Ecco perché

Cambio della guardia al Pentagono. Esce Mark Esper, entra Christopher C. Miller. Ad annunciare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Twitter. “Chris farà un grande lavoro. Mark Esper ha terminato. Lo ringrazio per il suo servizio”. L’ennesimo licenziamento alla Casa Bianca arriva a cinque giornid alle elezioni che hanno incoronato vincitore il democratico Joe Biden insieme alla vice Kamala Harris.

Il giorno stesso delle elezioni, lo scorso 4 novembre, erano circolate voci di una lettera di dimissioni da segretario alla Difesa di Esper, contrario, riferivano indiscrezioni di stampa, alla scelta di Trump di negare l’esito elettorale con l’accusa (non provata) di brogli. Per il momento Esper non ha commentato. Si tratta del terzo segretario di Stato licenziato durante la presidenza Trump, dopo l’addio del generale Jim Mattis e del segretario facente funzioni Patrick Shanahan.

Miller è uno degli ufficiali di punta del Pentagono. Già stretto collaboratore del presidente come Senior Director del National Security Council (Nsc) per l’Anti-terrorismo e le minacce transazionali e poi come vice-sottosegrario alla Difesa dal gennaio 2020, ricopriva attualmente la carica di direttore del National Counterterrorism Center (NCTC). Nei suoi anni tra Casa Bianca e Pentagono, ha supervisionato alcune delle più pericolose operazioni di anti-terrorismo, fra cui quella che ha portato all’eliminazione del Califfo Abu-Bakr al-Baghdadi, guida dell’Isis.

Nel tweet, Trump ci tiene a precisare che si tratta di una personalità “altamente rispettata” e che soprattutto è stata “confermata all’unanimità dal Senato”. La casella del Pentagono, alla cui guida Biden sarebbe intenzionato a mettere Michèle Flournouy, esperta militare e fondatrice del think tank Cnas (Center for a new american security), è ritenuta chiave dal team Trump.

Già nelle ore successive al voto i più stretti consiglieri del presidente erano al lavoro per trovare un sostituto a Esper in uscita. La stabilità della Difesa è infatti considerato il primo segnale di salute del governo federale verso l’estero e indica una continuità governativa. Vero è che, negli ultimi giorni, si sono moltiplicati i capi di Stato e di governo stranieri (Italia inclusa) che hanno ufficialmente offerto le loro congratulazioni al presidente-eletto Biden, rendendo ancora più stretta la via della battaglia legale che potrebbe consegnare a Trump una presidenza bis.

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