Un ex generale Usa votatosi a Trump aveva raccontato di scontri in Germania tra forze speciali e Cia per un server che sarebbe la prova del complotto internazionale per far vincere Biden. Coinvolti i Clinton, Soros e perfino l’ambasciata in Italia. L’esercito americano smentisce tutto: “Falsità”

Uomini delle forze speciali statunitensi sarebbero morti a Francoforte, in Germania, durante uno scontro con la Cia per mettere le mani su una server farm. È la tesi pronunciata nel corso di un’intervista al network dichiaratamente conservatore Worldview Radio & WVW-TV dall’ex generale a tre stelle dell’Air Force statunitense Thomas McInerney. Quella server farm dell’Agenzia conterebbe le prove dal complotto internazionale (che coinvolgerebbe la Germania ma anche l’Italia, perfino un funzionario dall’ambasciata statunitense a Roma) ai danni di Donald Trump per cambiare l’esito delle elezioni presidenziali a favore di Joe Biden.

Secondo Sidney Powell, avvocatessa vicina alla galassia complottista QAnon (e che il team Trump ha scaricato di recente), il complotto sarebbe passato tramite la Dominion Voting Systems, un’azienda canadese che produce i software utilizzati per il conteggio delle schede in 28 Stati, tra i quali alcuni decisivi per l’esito delle elezioni. Società che sarebbe, secondo la legale e QAnon, vicina alla Fondazione Clinton e a George Soros (che ovviamente non può mancare in alcuna teoria del complotto).

Tuttavia, sia l’Esercito statunitense sia il Comando delle operazioni speciali hanno smentito la versione dell’ottantatreenne generale da sempre schierato a favore del presidente uscente. Un portavoce del Comando, interpellato dalla testata specializzata Military Times, ha bollato come “falsità” la teoria che intanto è stata alimentata anche da quegli stessi media e commentatori che, in nome di una presunta fedeltà agli Stati Uniti (sarebbe meglio dire al trumpismo), vengono spesso cavalcati dalla propaganda di Russia e Cina con l’intento di creare caos negli stessi Stati Uniti e di danneggiare l’immagine americana all’estero.

Il generale, che durante la sua pensione ha avuto il tempo di diventare commentatore di Fox News e di farsi anche cacciare dall’emittente (fu) trumpiana, ha risposto via email al Military Times: “Non ha offerto ulteriori informazioni sulle fonti di ciò che ha detto a un sito web pieno di teorie del complotto durante la festa del Ringraziamento. Né ha risposto alle dichiarazioni dell’esercito sulla loro falsità. Tuttavia, ha raddoppiato le sue affermazioni”, scrive la testata. “Il presidente Trump ha vinto in maniera schiacciante e i democratici hanno lasciato così tante impronte che questo TRADIMENTO deve essere fermato!!!”, ha replicato il generale via email. “Questa sarà l’ultima elezione libera che avremo e l’ho predetto il 2 novembre allo Steve Bannon Show!”, ha aggiunto.

Ad alimentare le teoria del complotto anti Trump ci ha pensato anche Michael Flynn, l’ex generale graziato dal presidente uscente dopo che si era dichiarato colpevole di aver mentito all’Fbi nel 2016 sui contenuti di due conversazioni con l’allora ambasciatore russo negli Stati Uniti e nel 2017 aveva patteggiato uno sconto della pena in cambio della sua collaborazione con l’indagine speciale sull’ingerenza della Russia alle elezioni presidenziali del 2016. Flynn, che allo stesso network che ha ospitato McInerney ha parlato della “più grande frode nella storia del Paese”, oggi ha firmato un appello al presidente Trump invitandolo a “sospendere temporaneamente la Costituzione”, “imporre la legge marziale” e a convocare nuove elezioni “supervisionate dall’esercito”. Altrimenti sarà “guerra civile”.

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