L’accusa contro il dissidente è di essersi appropriato di circa 4,8 milioni di dollari, che erano stati raccolti da diverse ong. Il rischio è di essere condannato a 10 anni di carcere

Non si ferma la persecuzione del governo russo contro il leader dell’opposizione Aleksej Navalny. A poche ore dalla fine dell’ultimatum sul rientro in patria del dissidente, imposto dal Servizio carcerario federale russo (Spf), è partita un’altra azione: il processo penale per frode da parte del Comitato di Istruzione di Russia (Cir).

L’accusa contro Navalny è di essersi appropriato di circa 4,8 milioni di dollari che erano stati racconti da diverse ong. Il Cir sostiene di avere raccolto dati sufficienti per aprire il caso, in base all’articolo 159 del codice penale russo che riguarda le frodi in quantità importanti.

Secondo il sito The Moscow Times, le autorità dichiarano che Navalny avrebbe raccolto 588 milioni di rubli (circa 7 milioni di dollari) per finanziare diverse organizzazioni, principalmente il Fondo della Lotta contro la Corruzione da lui fondato. E invece, il dissidente ha speso 356 milioni di rubli (4,8 milioni di dollari) in spese personali, tra cui viaggi all’estero. Per le autorità russe con questo atteggiamento Navalny ha rubato i fondi dei cittadini. In Russia, la legge prevede una pena di 10 anni di carcere per reati di questo tipo.

“Sembra che Putin ha un attacco di isteria – ha scritto Navalny su Twitter -. L’ho detto dall’inizio: cercano il modo per arrestarmi perché non sono morto e sono andato a cercare i miei assassini. Perché ho dimostrato che Putin è dietro tutto questo. È un ladro, pronto ad uccidere chi si rifiuta di restare in silenzio sul suo furto”.

Intanto, oltre a questo nuovo processo per frode, Navalny deve rispondere alla violazione dell’obbligo di ispezione per la condanna sospesa a 3,5 anni emessa nel 2014 per frode e riciclaggio di denaro della compagnia Yves Rocher Vostok.

E una delle figure chiavi del Fondo della Lotta contro la Corruzione, Lyubov Sobol, resta nel mirino delle autorità, dopo un giorno di interrogatorio e due giorni di detenzione per avere violato una proprietà privata a Mosca.

Navalny però ha detto che, appena riceverà il permesso dei medici tedeschi che l’hanno curato dopo l’avvelenamento ad agosto in Siberia, rientrerà in Russia.

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