La Francia punta alla leadership europea passando dalla Difesa, e lo dimostra compiendo esercitazioni importanti che evidenziano la sua volontà di potenza

Il comando strategico dell’Armée de l’Air ha compiuto nei giorni scorsi una missione complessa. Cinque caccia Rafale sono decollati dall’aeroporto di Saint-Dizier, nell’Alta Marna, per simulare un attacco a Gibuti. Accompagnati da uno dei nuovi Airbus A330 MRTT e due Stratotsnker KC-135 per le operazioni di rifornimento in volo e da un Boeing E3-F Awacs che aveva il compito di fare ponte di comunicazione tra la base e la missione, due Rafale C hanno simulato la copertura, altri tre in versione B hanno penetrato le ipotetiche difese nemiche piazzate nella Base 188, avamposto francese nel Corno d’Africa. La missione, ribattezzata “Minotaure” è durata oltre 10 ore e ha coperto 8000 chilometri.

Perché è importante? Perché dimostra la volontà francese di immaginarsi potenza globale. Minotaure è una volontà di proiezione della forza all’esterno e dà indice della capacità operativa francese nel condurre operazioni a migliaia di chilometri di distanza — e per altro Parigi ha scelto come obiettivo un ambito strategico di assoluta importanza globale come Gibuti, o meglio il Corno d’Africa. Nessun Paese europeo compie esercitazioni del genere, che sono concettualmente assimilabili alle “dynamic force employment” con cui il Pentagono invia i bombardieri strategici che partono dalle basi statunitensi in missione simulata in mezzo mondo. Recentemente s’è conclusa anche la quarta esercitazione “Poker”, grandi operazioni trimestrali che il governo francese usa per prepararsi alla guerra nucleare, ma diventate strumento di diplomazia militare sempre più importante — poiché la Francia mira a riempire il vuoto che gli Stati Uniti trumpiani hanno lasciato in Europa.

(Foto: defense.gouv.fr, i Rafale durante Minotaure)

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