Il comune leghista di Verona revoca la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano e subito una schiera di vip difende l’autore di Gomorra. Ma in campo scendono anche due acerrimi nemici, Vittorio Feltri e Vittorio Sgarbi..,

Vittorio Sgarbi e Vittorio Feltri per Roberto Saviano. Non è il nome di una nuova lista elettorale ma l’ultimo, strano episodio di un anno davvero fuori dal comune. Succede che allo scrittore best-seller di Napoli il comune di Verona abbia deciso di revocare la cittadinanza onoraria. Una decisione irrevocabile del Consiglio comunale innescata dalla richiesta di un consigliere leghista, Alberto Zelger.

Il motivo? “Saviano è diventato un personaggio provocatorio, irrispettoso dei suoi avversari politici”, ha tuonato sulle colonne dell’Adige. All’autore di “Gomorra” vengono contestate le dure accuse a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, il supporto per la liberalizzazione delle droghe leggere.

Il caso è montato come la panna nel giro di poche ore, con un fiume di dichiarazioni a sostegno dell’ex cittadino onorario. Ci sono vip del giornalismo come Milena Gabanelli e Fabio Fazio, c’è il ministro M5S Federico d’Incà che parla di “brutto segnale”, e poi ancora Legambiente, Ettore Rosato di Iv, Più Europa di Emma Bonino.

Nella schiera di indignados però due nomi saltano subito all’occhio. “Il comune di Verona, dopo aver conferito anni fa la cittadinanza onoraria a Saviano, ora gliela revoca, perché lo scrittore ha criticato la Lega. Una iniziativa volgare”. Con un tweet Vittorio Feltri, direttore editoriale e fondatore di Libero, tra i più acerrimi rivali dello scrittore napoletano, rompe gli indugi e condanna senza appello il comune leghista guidato da Federico Sboarina. “Ciascuno ha il diritto di dire male di chi vuole”.

A stretto giro arriva una seconda arringa in difesa di Saviano. È quella di Vittorio Sgarbi, il critico d’arte e leader di “Rinascimento”, anche lui fiero fustigatore delle comparsate tv dello scrittore, che però si dice indignato per la revoca della cittadinanza, e anzi rilancia.

“La città è esposta ad una specie di valutazione biforcuta” – tuona Sgarbi ricordando un’altra, recente polemica che ha visto di recente la città di Verona protagonista, quando il comune ha offerto la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita e vittima dell’Olocausto Liliana Segre dedicando al contempo una strada a Giorgio Almirante.

“Dovrebbero essere più prudenti – scrive il critico in un post – l’azione che stanno compiendo adesso è catastrofica perché, anche se hanno ragione nel dire che Saviano insulta Salvini, togliere la cittadinanza creerà tutto un movimento a favore di Saviano che diventerà vittima di una repressione ingiustificata, un martire della Resistenza”.

Di qui l’offerta, a sorpresa: “Offro a Saviano la cittadinanza onoraria di Sutri, dove sono sindaco, oppure di Urbino dove sono prosindaco”.

Condividi tramite