Il presidente Salzano traccia un bilancio e una rotta dell’azienda che da trent’anni aiuta le imprese italiane a conquistare posizioni di rilievo nei mercati più dinamici. Finanziamenti, consulenza e ingresso nel capitale. Ma senza intaccare la governance

Non bastano le buone intenzioni e un’idea brillante. Per conquistare i mercati esteri serve un compagno di viaggio fidato e, soprattutto, esperto. Simest, la società di Cassa Depositi e Prestiti guidata da Pasquale Salzano, è esattamente questo. Non solo finanziamenti agevolati alle imprese che vogliono internazionalizzare, ma anche una consulenza a tutto tondo su dove e come investire.

Perché, “per poter sostenere una ripresa economica duratura le imprese italiane devono poter contare, oggi più che mai, sul supporto attivo del Sistema Paese nell’affrontare le nuove sfide della competizione internazionale”, ha scritto Salzano su MF-Milano Finanza.  “In uno scenario mondiale in così rapida trasformazione – in cui il ripensamento in atto delle catene globali del valore sta facendo emergere una maggiore diversificazione delle geografie di approvvigionamento e un accorciamento delle filiere produttive – il rischio è che le imprese italiane possano perdere il posizionamento competitivo sui principali mercati internazionali faticosamente conquistato negli anni”.

E qui, entra in gioco Simest e la sua squadra. “Proprio in questo contesto che emerge il ruolo strategico di un’istituzione finanziaria come Simest quale partner istituzionale di riferimento, in grado di affiancare in particolare le nostre piccole e medie imprese nello sforzo di mantenere e ulteriormente rafforzare le loro posizioni sui mercati esteri”, sottolinea Salzano. Il quale fa un bilancio.

“Nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle Simest, in stretto raccordo con la Farnesina e la rete diplomatica nel mondo, ha saputo svolgere un ruolo centrale nelle iniziative messe in campo dal governo, a partire dal Patto per l’Export, che ha destinato ai finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione gestiti da Simest circa 1,3 miliardi di euro su un totale di 2 miliardi complessivamente mobilitati. Una dotazione straordinaria e senza precedenti, che ha permesso di potenziare e innovare come mai prima d’ora questi strumenti, trasformandoli in una risposta concreta e tempestiva alla crisi”.

Salzano parla apertamente di “ruolo strategico di Simest, che da trent’anni affianca le imprese italiane nei loro investimenti diretti all’estero, fornendo capitale paziente a medio-lungo termine come partner di minoranza esclusivamente finanziario, senza intervenire direttamente nella governance. Un supporto concreto e importante, soprattutto per le piccole e medie imprese e per le imprese familiari, che sebbene riescano ad essere indubbie protagoniste del nostro export nel mondo, hanno spesso difficoltà, a causa della dimensione ridotta, a realizzare da sole investimenti diretti oltre confine e, allo stesso tempo, sono tipicamente meno propense ad aprire il proprio capitale ad altri soci per il timore che possano perdere il controllo aziendale”.

Il numero uno di Simest tiene a sottolineare un aspetto. L’azienda sta “affiancando le imprese italiane senza entrare nella governance e rappresenta quindi un partner ideale nel sostenere tanto le loro esportazioni, quanto la loro capacità di investire in modo più duraturo, con importanti effetti positivi di ritorno in termini di ricavi, occupazione e valore aggiunto per le imprese coinvolte e, più in generale, per il nostro tessuto produttivo nazionale”.

Non è tutto. “Per sostenere ancora di più e meglio le imprese italiane nella competizione globale, Simest sta studiando la possibilità di sviluppare ulteriormente la sua funzione di accompagnamento sui mercati esteri nella direzione di un vero e proprio ruolo di advisor istituzionale per l’internazionalizzazione, aiutando le imprese italiane, soprattutto le pmi e le imprese familiari, a muoversi sui mercati di interesse, indirizzandole nella selezione dei paesi in cui investire e supportandole nella definizione di progettualità strategiche di internazionalizzazione. Inoltre Simest sta valutando come poter giocare un ruolo ancora più proattivo, mettendo a disposizione delle pmi italiane la sua profonda conoscenza del tessuto produttivo nazionale e dei mercati internazionali, per andare ad intercettare direttamente all’estero possibili opportunità di investimento per le nostre aziende, con un network di esperti che agiranno in stretto raccordo con il Maeci e la rete diplomatica nel mondo”.

Condividi tramite