Dai tanker agli elicotteri, dai velivoli commerciali al cyber, c’è anche Boeing nel rapporto tra Italia e Stati Uniti. Si guarda a nuove opportunità di collaborazione, descritte alla Camera da Angela Natale, neo presidente di Boeing Italia

“Vogliamo confermare il nostro commitment a lavorare insieme alle industrie italiane”. È il messaggio portato da Angela Natale, neo presidente Boeing Italia (qui il profilo), e Anna Veclani, direttore vendite per il sud Europa di Boeing Defense, Space and Security, alla Commissione Difesa alla Camera, presieduta da Gianluca Rizzo. Lì sono infatti intervenute nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla pianificazione dei sistemi di difesa e sulle prospettive di ricerca tecnologica, produzione e investimenti funzionali alle esigenze del comparto difesa.

La partnership tra Boeing e il sistema aerospaziale italiano, hanno ricordato le manager, ha oltre settant’anni. Appare un rapporto ben consolidato. Negli ultimi dieci anni il colosso americano ha investito circa 10 miliardi di dollari in Italia. Conta oggi 150 dipendenti nel nostro Paese, e un sostegno indiretto a circa 16mila posti di lavoro. Sul lato commerciale l’esempio più ricorrente è la collaborazione di Leonardo sul programma 787. L’azienda di piazza Monte Grappa realizza circa il 14% del velivolo. Sul lato militare, “mi preme sottolineare quanto sia stata importante nel tempo, e quanto lo sia ancora oggi, la relazione tra Boeing e tutte le forze armate italiane”, ha detto Angela Natale. In effetti, “tutte le forze armate italiane si servono di nostre piattaforme”, ha aggiunto.

In termini di collaborazioni industriali spicca il contratto assegnato nel 2019 dall’Air Force americana per l’MH-139, che vede Boeing prime contractor per un derivato dell’AW139 di Leonardo. Ci sono i 16 elicotteri Chinook CH-47F in dotazione all’Esercito, e in co-produzione con Leonardo, con un occhio alla versione extended range per le Forze speciali. Ci sono poi i quattro tanker KC-767 dell’Aeronautica militare, aerei per trasporto strategico e rifornimento in volo. Su questo la collaborazione tra Forza armata e Boeing ha preso l’innovativa forma della performance based logistics (Pbl). Il supporto logistico è legato ai risultati di performance, con responsabilità sul costruttore, che ha per questo una sua struttura nell’aeroporto di Pratica di Mare, così da fornire la manutenzione, revisioni e addestramento per tali attività. In questo modo dal 2011 la flotta ha registrato una disponibilità media del 72,1%, volando per oltre trentamila ore e offrendo supporto a tantissime attività della Forza armata.

Su tutto questo, “vogliamo confermare il nostro commitment di voler lavorare assieme alle industrie italiane”, ha spiegato Angela Natale. Nel complesso, sono più di trenta i fornitori di prima fascia di Boeing in Italia, con annessa catena di fornitura.

Si guarda così anche al futuro. Dagli Stati Uniti arriva la rivoluzione elicotteristica del Future Vertical Lift (Fvl), già oggetto d’attenzione della Commissione Difesa della Camera e del dicastero di palazzo Baracchini. Si parla di macchine che “viaggeranno al doppio della velocità percorrendo il doppio della distanza”, ha detto Anna Veclani. Alla rivoluzione (già raccontata da Lockheed Martin nel corso della stessa indagine conoscitiva), partecipa anche Boeing. Con Sikorski è in team nella proposta allo US Army nel programma Flraa che dovrà individuare i nuovi elicotteri medio-pesanti, in competizione con la proposta di Bell. La rivoluzione, ha concluso la manager, nasce “dalla nuova dottrina statunitense sulle operazioni multi-dominio, basata sull’analisi dell’evoluzione delle minacce e dell’innovazione tecnologiche”.

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