Roberto Cingolani, chief technology and information officer di Leonardo, è intervenuto alla Camera due volte, tra ieri e oggi, nell’ambito dell’esame sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ecco i suggerimenti tra cloud computing, intelligenza artificiale e nuovi materiali

Intelligenza artificiale, cloud computing e materiali innovativi. Sono solo alcune delle tecnologie innovative (e “disruptive”) su cui lavora Leonardo. Sono trasversali, cioè in grado di applicarsi a una molteplicità di settori e, in definitiva, di sostenere il rilancio digitale, sicure e green del Paese tramite le risorse che arriveranno dal Newxt generario Eu. È il quadro offerto da Roberto Cingolani, chief technology and information officer di Leonardo, intervenuto nel giro di due giorni in altrettante audizioni alla Camera: ieri, con l’ad Alessandro Profumo (qui il focus), di fronte alle commissioni Bilancio e Attività produttive riunite della Camera; oggi, invece, presso la commissione Trasporti. In entrambi i casi, è stato audito nell’ambito dell’esame del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), presentato dal governo al Parlamento a metà dicembre.

CLOUD COMPUTING E QUANTUM TECHNOLOGIES

Obiettivo, digitalizzazione del Paese, a cui Leonardo può (e vuole) contribuire. “Stiamo creando una cosiddetta knowledge-base su diverse tecnologie che sono trasversali”, ha ricordato Cingolani. Prima di tutto, ha aggiunto, sarà fondamentale lo sviluppo di un sistema di cloud computing, in grado di gestire rapidamente un’enorme quantità di dati. Per Cingolani, “il cloud computing rappresenta una trasformazione sul piano dell’industria del futuro, ma anche una scommessa per il futuro del Paese”. Le potenzialità per l’industria di tale progetto sono rivoluzionarie, consentendo di velocizzare di cento volte i tempi di progettazione, di ottimizzare la gestione della manifattura, dei materiali, dei rifiuti, e di potenziare la customer care, con servizi potenziati di manutenzione predittiva e training: tutti elementi indispensabili per lo sviluppo dell’industria 4.0. Il super-computer di Genova va proprio in questa direzione.

IL FATTORE SICUREZZA

Ma considerando che il cloud computing lavorerà con una gran mole di dati critici, la sicurezza del sistema dovrà essere una priorità assoluta, ha spiegato Cingolani nel corso dell’audizione di ieri. “Non possiamo transigere sul fatto che i dati importanti non vengano opportunamente protetti a livello nazionale e non vadano a finire in mano alle grandi corporation del digitale”. Fondamentale per la protezione dei dati del cloud computing sarà lo sviluppo delle cosiddette “tecnologie quantistiche”, che aiuteranno a migliorare drasticamente i sistemi di cifratura e di sicurezza delle reti.

IL CLOUD GAIA-X

“Noi dobbiamo investire in cyber-security – ha ribadito oggi – è un dovere nei confronti dei nostri cittadini; come Leonardo investiremo di più, ma è chiaro che non basta; ci vuole la cultura della cyber-security”. Cingolani ha anche individuato diverse lacune che rischiano di ridurre l’edge competitivo dell’Italia e dell’Europa. Secondo lo scienziato occorre “ridurre il gap sul cloud e sui sistemi wireless, che ci vedono molto piccoli a fronte del colonialismo digitale statunitense che occupa il 69% dello spazio del dato; in questa direzione l’Europa ha lanciato un’offensiva molto forte su Gaia-X, che sarà fondamentale per sederci al tavolo dei grandi europei”. Gaia-X è il progetto europeo per la costruzione di un’infrastruttura per i servizi cloud di prossima generazione che promuova la sovranità digitale dei dati degli utenti europei.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Ma tra le altre tecnologie il cui sviluppo è considerato strategico da Leonardo c’è anche l’intelligenza artificiale, soprattutto in riferimento alla gestione di sistemi complessi come la mobilità, le smart city, lo spazio e le operazioni di recupero e soccorso in caso di disastri. Tuttavia, secondo Cingolani, “l’intelligenza artificiale va applicata in maniera intelligente, e va messa in risalto l’esigenza di elaborare policy e trattare gli aspetti regolatori dell’intelligenza artificiale; prima di tutto dal punto di vista etico, e poi dal punto di vista della responsabilità”. Per il dirigente di Leonardo, infatti, l’Ia deve aiutare l’essere umano nelle attività verticali, noiose e usuranti, senza tuttavia disoccuparlo. Piuttosto, il lavoratore dev’essere continuamente formato nell’utilizzo delle nuove capacità e tecnologie, che consentano un’efficace collaborazione tra uomo e macchina.

SOSTENIBILITÀ

Per quanto riguarda le soluzioni per la componente hardware dell’industria, la strada obbligata per il futuro della manifattura passa per una sempre maggiore ricerca di sostenibilità ambientale. Per Leonardo questo significa una sempre maggiore elettrificazione e ibridazione di tutto ciò che vola, responsabile del 2% delle emissioni totali di anidride carbonica, seguendo un processo già in atto, per esempio, dall’industria dell’automobile. Accanto alle soluzioni energetiche, lo sviluppo di nuovi materiali al contempo più resistenti, efficienti ed economici (recente l’accordo con Solvay per un laboratorio su Grottaglie) è un’altra delle aree di ricerca dell’azienda di piazza Monte Grappa, in grado di migliorare sia la produzione manifatturiera che le performance dei singoli prodotti.

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