Parte a Catania la “Dynamic Manta”, l’esercitazione avanzata della Nato per la guerra sottomarina. Navi, sottomarini, aerei e personale da otto Nazioni alleate si sono radunate nel Mediterraneo centrale per l’addestramento avanzato nella guerra anti-sommergibile e anti-nave

Rotte affollate intorno all’Italia. Cinque sommergibili, cinque unità di superficie, cinque velivoli per il pattugliamento marittimo e un intero Carrier strike group stanno solcando il Mediterraneo centrale per testare la prontezza delle forze navali in scenari operativi. È Dynamic Manta 2021, l’esercitazione Nato che vede la Penisola come nazione ospitante.

GLI OBIETTIVI

“La forza delle unità militari della Nato è nella struttura di comando, controllo e comunicazione, che può essere messe in pratica durante le esercitazioni dal vivo come la Dynamic Manta 2021; sviluppare e mantenere forze altamente addestrate e pronte, perfettamente integrate fra loro, è il fondamento della deterrenza e difesa collettiva”, ha spiegato il comandante del Nato’s Allied Maritime Command, vice ammiraglio Keith Blount, commentando l’inizio dell’esercitazione navale. Il vice ammiraglio ha anche aggiunto che “l’esercitazione dal vivo dimostrerà inoltre che il Covid-19 non ha modificato la resilienza e la preparazione della Nato”. Come nazione-ospite, l’Italia fornisce il supporto del porto di Catania e della relativa base elicotteristica, oltre alla stazione aeronavale di Sigonella e il supporto logistico dalla base navale di Augusta, comprensivo di rifornimento carburante, assistenza medica e sistemazione per il personale.

DYNAMIC MANTA

Cinque sommergibili, cinque unità di superficie, cinque velivoli per il pattugliamento marittimo e un intero Carrier strike group, con la portaerei Charles De Gaulle e le relative unità di scorta, provenienti da otto Paesi alleati della Nato: questi i numeri dell’esercitazione di quest’anno. Le forze navali di Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti si sono unite per testare le capacità di guerra sottomarina dell’Alleanza e contemporaneamente le capacità di contrasto alle stesse minacce subacquee provenienti dai potenziali avversari. Uno schieramento di mezzi navali e aerei imponente per un’esercitazione a tutto tondo in una regione, quella mediterranea, che sta decisamente riacquisendo la sua centralità nelle riflessioni strategiche dell’Alleanza. Nelle parole del contrammiraglio Manuel Aguirre Alderguia, comandante dello Standing Nato maritime group 2 (Snmg2): “Come forza permanente della Nato, lo Snmg2, partecipa a questo tipo di esercitazioni, focalizzate non solo sull’addestramento e sul mantenimento dell’alta prontezza della forza, ma anche sul miglioramento della coesione e dell’interoperabilità tra le Nazioni che contribuiscono alla forza, mostrando la presenza della Nato e assicurando agli Alleati l’impegno marittimo alla difesa collettiva”.

L’ESERCITAZIONE

Lo scopo di Dynamic Manta è fornire a tutti i partecipanti un addestramento militare complesso e impegnativo per migliorare l’interoperabilità e le competenza nelle capacità di guerra anti-sommergibile e anti-superficie, con il dovuto riguardo alla sicurezza. Ogni nave di superficie avrà l’opportunità di condurre una varietà di operazioni di guerra sottomarina, mentre i sottomarini faranno a turno per cacciare ed essere cacciati, coordinando strettamente i loro sforzi con i partecipanti aerei e di superficie. Per sostenere la simulazione dell’ambiente multi-minaccia, gli aerei di pattugliamento marittimo sosterranno l’esercitazione dall’alto. “L’esercitazione annuale Dynamic Manta rimane une delle più impegnative. e un’eccellente opportunità per le forze navali Nato di mettere in pratica, valutare e perfezionare le loro abilità anti-sommergibile in un ambiente esigente”, ha commentato il comandante della forza sottomarina della Nato, contrammiraglio E. Andrew Burcher, aggiungendo che l’esercitazione “è un’occasione per migliorare le capacità di combattimento delle nostre forze navali in tutte e tre le dimensioni della guerra anti-sommergibile in un ambiente multinazionale e multi-minaccia”.

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