Non è certo un caso che il Presidente Draghi abbia sostanzialmente dedicato i 13 minuti della sua breve replica al dibattito sulla fiducia alla Camera al tema dell’etica pubblica, della legalità e della giustizia, che in Senato non aveva trattato

Non è certo un caso che Giovedì 18, il Presidente Draghi abbia sostanzialmente dedicato i 13 minuti della sua breve replica al dibattito sulla fiducia alla Camera al tema dell’etica pubblica, della legalità e della giustizia, che in Senato non aveva trattato. Credo abbia ritenuto di mandare questo chiaro messaggio di una rilevante priorità del suo governo non solo alle forze politiche e ai cittadini, ma anche gli osservatori e alle cancellerie internazionali.

Senza “legalità e sicurezza” non c’è futuro, quella che è la cifra del suo governo e che il Premier speri ispiri il lavoro “comune” ha rilevato. Ha quindi rilevato con fermezza l’esigenza di aumentare il tasso di legalità del Paese, anche contro le mafie e combattere la corruzione e snellire gli appalti pubblici attraverso la semplificazione delle norme e la trasparenza della pubblica amministrazione.

Rileva quindi che negli ultimi anni c’è stato un calo degli illeciti, però sin qui poco percepito e si impegna per una semplificazione normativa degli investimenti pubblici: due fattori entrambi fondamentali per la competitività del sistema e per l’attrazione degli investimenti esteri.

Dopo aver dedicato un breve richiamo anche al problema del “sovraffollamento” degli istituti penitenziari, senza trascurare la paura del contagio, il Professor Draghi ha rilevato che “entrambi i rami della giustizia sono un “servizio pubblico fondamentale e come tale devono rispettare tutte le garanzie e i principi costituzionali” vale a dire “un processo giusto e di durata ragionevole, in linea con la media degli altri Paesi”, raccogliendo ampi consensi nell’uditorio. L’ultima nota più di dettaglio Draghi la dedica al rapporto fra corruzione ed economia, favorito dall’eccesso di normative prodotte negli anni a scapito della funzionalità del lavoro dei pubblici funzionari e degli interessi di cittadini e imprese, che comportano “numerosi adempimenti che sottraggono tempo e rendono meno efficace l’azione amministrativa, finendo così per alimentare fenomeni di illegalità”.

“È la farraginosità degli iter il terreno fertile in cui si annida l’illecito”, ha concluso la sua analisi e il suo messaggio, rivolto anche alle burocrazie, Mario Draghi.

Condividi tramite