L’Esercito italiano ha intrapreso con decisione la via dell’innovazione a tutto campo per affrontare scenari sempre più complessi e sfaccettati. Mezzi net-centrici, una costante collaborazione con l’industria e un nuovo modo di pensare le operazioni militari sono tra le principali ricette identificate dalle forze terrestri italiane per prepararsi alle sfide di domani

Gli scenari operativi del futuro prossimo saranno sempre più caratterizzati da minacce complesse e di natura ibrida, che già oggi obbligano a una riflessione strategica e operativa che prenda atto di queste trasformazioni e metta in campo risposte coerenti ed efficaci. L’Esercito italiano ha risposto a questa crescente complessità investendo fortemente nell’innovazione di mezzi, dottrine e con una generale impostazione votata all’aggiornamento costante degli strumenti a propria disposizione, mobilitando con razionalità l’intero sistema-Paese.

CENTAURO II

Recentemente è stato presentato il primo esemplare di blindo “Centauro 2”, un caccia-carri di nuova concezione che andrà gradualmente a sostituire il suo omonimo predecessore come veicolo da combattimento per le unità di Cavalleria di linea. Il Centauro 2 rappresenta un vero e proprio salto generazionale rispetto ai veicoli precedenti, non solo con migliori capacità di fuoco (con un cannone da 120mm), osservazione, mobilità e protezione, ma soprattutto grazie alla propria architettura nativamente digitalizzata che rende il blindato uno dei più moderni mezzi in dotazione agli eserciti occidentali. Il risultato è una macchina in grado di operare in ogni scenario operativo, rispondendo a quella necessità (ormai imprescindibile) di pensare a forze operative integrate fin dalla propria concezione nella dimensione net-centrica del campo di battaglia. I 150 Centauro 2 previsti per il completo aggiornamento della nostra Cavalleria vedranno l’introduzione in linea nel periodo 2023-2030.

IL RAPPORTO PROSPECTA

Veicoli come il Centauro 2 sono in parte frutto della nuova enfasi posta da tutto il settore della Difesa a una più stretta collaborazione con l’industria nazionale. L’Esercito in particolare ha intrapreso un processo programmatico di collaborazione identificato dal rapporto “Prospecta”, un’iniziativa volta a delineare le esigenze tecnologiche e operative della Forza armata in modo da fornire alle industrie del settore un quadro dettagliato delle necessità del futuro. La collaborazione tra Difesa e industria dovrà farsi ancora più stringente, soprattutto osservando la costante accelerazione dello sviluppo tecnologico. Una delle ipotesi principali per strutturare questa collaborazione sarà l’implementazione di gruppi misti di ricerca civili-militari, con ufficiali di collegamento temporaneamente distaccati presso i differenti comparti dell’industria di Difesa che possano accompagnare lo sviluppo di nuovi strumenti e mezzi a partire dall’identificazione della necessità fino alla realizzazione del prodotto. In questo senso, Prospecta cerca di presentare i risultati raggiunti, sintetizzando gli obiettivi operativi e tecnologici delle Forze armate da oggi ai prossimi quindici anni e fornendo all’industria uno strumento attraverso il quale valorizzare le proprie idee e indirizzare i propri progetti di ricerca.

OPERAZIONI MULTIDOMINIO

Oltre ai mezzi e alla tecnologia, la stessa impostazione operativa e strategica delle Forze armate sta subendo un processo di decisa riflessione e innovazione: è il concetto delle Operazioni multi-dominio (Mdo), un nuovo modo di pensare le missioni militari, alla cui definizione la componente terrestre sta dando un deciso contributo. Le Mdo sono un approccio strategico molto più flessibile rispetto a quello tradizionale, basato sulla conoscenza perfetta delle proprie capacità e sulla creazione di diverse alternative di azione. Il concetto di multi-dominio va oltre quello di interforze (o “joint”), semplice sommatoria delle diverse componenti. Nell’approccio multi-dominio gli obiettivi stessi sono unitari fin da principio. Lo scopo non è quello di ottenere la superiorità in un dominio (terrestre, marittimo, aereo, spaziale o cyber), ma assicurarsi la libertà di azione in ogni dominio a seconda delle esigenze, anche contemporaneamente, attraverso strumenti mobili, flessibili, diffusi e in costante comunicazione tra loro. A livello ordinativo e capacitivo, il programma prevede la concentrazione in un unico bacino delle capacità di supporto informativo terrestre per la conduzione di operazioni multi-dominio, la cui messa in pratica sarà la trasformazione dell’attuale brigata Informazioni tattiche nella brigata di Manovra multi-dominio, uno strumento capace di operare efficacemente e al contempo in tutti e cinque i domini operativi.

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