Nodo ancora da sciogliere quello dei nomi dei sottosegretari al governo Draghi. Ipotizzabile una presenza femminile non inferiore al 50%. Stando però ai numeri, poco più di dieci posti andrebbero al M5S post scissione, 8 o 9 alla Lega, 7 o forse 8 al Pd, 7 sicuri a Forza Italia, 2 ma anche 3 a Italia Viva e uno a Leu

Il Cdm di stamattina non ha sciolto il nodo sottosegretari, probabile si vada ad uno slittamento fino a mercoledì prima di conoscere la lista dei 40 nomi che completeranno la squadra del Governo Draghi. Ipotizzabile una presenza femminile non inferiore al 50%. Ai partiti la richiesta è arrivata per il 60% ma se il Pd è chiamato dal suo interno ad un forte riequilibrio dopo la nomina al maschile dei ministri (almeno 5 su 7 sottosegretarie), altre forze potrebbero non essere né pronte né così coinvolte nella questione di genere.

Stando sempre sui numeri, poco più di dieci posti andrebbero al M5S post scissione, 8 o 9 alla Lega, 7 o forse 8 al Pd, 7 sicuri a Forza Italia, 2 ma anche 3 a Italia Viva e uno a Leu. Veniamo invece ai nomi, facendo presente come è noto che le deleghe più complicate sono quelle all’Interno, Economia e Giustizia, mentre ai Servizi dovrebbe andare un tecnico.

Il Fisco potrebbe essere appannaggio di Ernesto Ruffini, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, l’Editoria potrebbe restare al dem Andrea Martella, mentre restando sempre in ambito Economia per rappresentare tutte le forze politiche andrebbero o resterebbero Laura Castelli dell’M5S, Antonio Misiani del Pd, Massimo Bitonci della Lega. In casa Pd altri nomi sono quelli di Matteo Mauri e di Enzo Amendola agli Esteri o Affari Ue, con le riconferme di Marina Sereni (Esteri), Anna Ascani (Scuola), Sandra Zampa (Salute), Simona Malpezzi (Rapporti con il Parlamento), Lorenza Bonaccorsi (Cultura), Alessia Morani (Mise).

FI rivendica deleghe a industria, agricoltura, economia locale, ma anche giustizia, proponendo i senatori Francesco Battistoni, Gilberto Pichetto Fratin, Maria Alessandra Gallone. Spendibili anche i nomi dei deputati Valentino Valentini, Andrea Mandelli, Giorgio Mulè. Interessanti le possibili new entry del M5S con in pole Gilda Sportiello, Barbara Floridia e Alessandra Maiorino. Riconfermati invece Stefano Buffagni (Mise o Transizione), Giancarlo Cancelleri (Mit), Pier Paolo Sileri (Sanità) e Angelo Tofalo (Difesa). La Lega schiererebbe dal canto suo Stefano Candiani al Viminale, Massimiliano Romeo, alle Infrastrutture, Lucia Borgonzoni all’Istruzione, Nicola Molteni all’Agricoltura.

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