L’incontro, spiegano dal Gnu, si è concentrato sulle attività di Eni in Libia nonché sui modi per creare spazi di cooperazione nel campo delle energie rinnovabili

A margine dell’incontro con il ministro degli Esteri italiano, il premier del Governo di unità nazionale (GNU), Abdulhamid Dabaiba, ha incontrato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, per “discute la cooperazione nel campo dell’energia”, spiega Tripoli.

All’incontro era presente anche il ministro del Petrolio, Mohamed Aoun, che occupa un ruolo recuperato dopo che negli anni dopo la caduta di Gheddafi il dicastero non era assegnato formalmente. Il petrolio, il riavvio delle produzioni bloccate durante l’ultimo assalto haftariano dagli uomini che lo sostenevano (in alcuni casi dai contractor russi), la ripartizione dei proventi, è considerato un elemento essenziale per la prosperità dei libici.

L’incontro, spiegano dal GNU, si è concentrato sulle attività di Eni in Libia nonché sui modi per far creare spazi di cooperazione nel campo delle energie rinnovabili in risposta al crescente bisogno di domanda energetica globale, tenendo conto delle crescenti sfide ambientali (ambiti dove Eni è lanciato verso la transizione energetica).

Dabaida ha sottolineato la necessità che Eni “investa e promuova la responsabilità sociale nei settori della salute, dell’istruzione, della formazione professionale e dell’elettricità”, priorità urgente per la Libia. Campi in cui la società di San Donato Milanese è impegnata da anni, rimasta attiva anche negli anni più bui dei vari conflitti che hanno sfregiato il paese.

Da parte sua, “Claudio”, come viene definito dal GNU, “ha espresso il pieno impegno dell’azienda nei confronti delle attività e dei progetti operativi nel Paese, con focus sul gas naturale, minimizzando al contempo l’utilizzo di fonti ad alto tenore di carbonio”.

La presenza di Descalzi in Libia, insieme a quella della delegazione italiana guidata da Luigi Di Maio, conferma la capacità dell’Italia di agire in Libia come sistema-paese. Quella partita questa mattina da Roma è stata la delegazione occidentale di più alto livello che ha incontrato Dabaida, il cui giuramento è stato appena cinque giorni fa.

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