Mentre il Movimento 5 Stelle guarda al 2050 (e registra il dominio del nuovo sito), l’Associazione Rousseau presieduta da Davide Casaleggio annuncia la presentazione del Manifesto ControVento, un codice etico per la “nostra” azione. Sibilia (M5S):  “L’addio alla fine ce lo ha dato Casaleggio”

Sembra sempre più probabile il superamento del binomio Movimento 5 Stelle-Associazione Rousseau. Un divorzio di cui si parla da tempo, ma che sembra ora sempre più vicino. Mentre da un parte si lavora per un soggetto politico futuro, con la registrazione da parte di M5S del dominio Movimento2050.it, l’Associazione presieduta da Davide Casaleggio pubblica oggi una news sul Blog delle Stelle in cui si dà notizia della presentazione del “Manifesto ControVento. Principi e valori per ritornare a volare alto”, che avverrà il prossimo 10 marzo, ma che sarà “un codice etico di riferimento per la nostra azione, ma anche un perimetro solido e ben definito di termini e condizioni di utilizzo dell’ecosistema Rousseau”.

Due strade parallele che sembrano non incontrarsi più, ma muoversi verso due direzioni diverse, anche a giudicare dalle parole di Carlo Sibilia, sottosegretario al ministero dell’Interno in quota M5S, riconfermato dopo il passaggio dal Conte II al governo Draghi. “Il buon vecchio Rousseau andava bene finché restava il pensatoio del M5S – ha detto Sibilia -, ma oggi viene invece percepito come un partito nel Movimento, finanziato dai parlamentari per fare però un’azione contro lo stesso M5S”, parole che confermano quanto le iniziative che partono da Milano non vengano viste più di buon occhio a Roma.

Il ruolo della piattaforma online Rousseau, nata da un’idea di Gianroberto Casaleggio ed entrata in funzione nel 2015 (anche se già dal 2012 era stato possibile per gli iscritti votare sia per la selezione dei candidati da presentare nelle liste elettorali sia per la scelta del Presidente della Repubblica nel 2013) è diventato sempre più centrale all’interno del processo decisionale nel Movimento 5 Stelle, almeno fino alle elezioni del 2018. L’ingresso di una truppa numerosissima di pentastellati in Parlamento ha però messo in luce sia le criticità organizzative all’interno della forza politica più numerosa alla Camera e al Senato, sia la difficoltà di mantenere una linea politica unitaria in un gruppo molto eterogeneo.

La scelta dell’alleanza con la Lega per il Conte I così come quella dell’alleanza col Partito democratico e LeU nel Conte II sono passate per una consultazione online (seppure con criticità sulla formulazione dei quesiti che, a detta di alcuni, sono stati in più occasioni manipolatori) fino ad arrivare al voto su Rousseau sul nascente esecutivo di Mario Draghi. Gli iscritti, anche in quest’ultima occasione, hanno dettato la linea al partito: sì alla fiducia, certificando però la spaccatura definitiva all’interno dei gruppi parlamentari grillini. È di ieri il centesimo abbandono di un esponente, ultima goccia di un dissanguamento che va avanti dal 2018.

Eppure i big del Movimento, da Luigi Di Maio a Vito Crimi, da Roberto Fico allo stesso Beppe Grillo, lavorano per quella mutazione (o evoluzione) verso un partito vero e proprio. Come riportato oggi dal Corriere della Sera,  “i cinque Stelle hanno registrato un nuovo dominio www.movimento2050.it,”. “La registrazione – si legge ancora – è avvenuta nel pomeriggio del 2 marzo (i dati sono coperti dai filtri per la privacy): è l’indizio principale del nuovo Movimento che sarà, una cifra che ‘guarda al futuro e comprende il numero cinque, come le nostre stelle’, dice una fonte”.

Fino alla precisazione di un big, il quale parla di un “Movimento che non cambia ma si integra” in riferimento al nome scelto, Movimento2050, appunto, che fa pensare all’obiettivo zero emissioni che si è data l’Unione europea, in linea con il rinnovato spirito ecologista dei 5 Stelle. Come hanno riportato cronache e dichiarazioni dei giorni scorsi, potrebbe essere guidato dall’ex premier Giuseppe Conte, il quale non ha ancora completamente sciolto le riserve, ma si è detto disponibile a lavorare in questa direzione.

La rottura con Casaleggio e con l’Associazione Rousseau, insomma, è ormai alle porte. “È arrivato il momento di riattivare i motori e cominciare la nostra corsa controvento”, si legge sul Blog delle Stelle, “ogni fase servirà per irrobustire le ali, per potenziare la corsa, per chiarire l’orizzonte”. “L’addio alla fine ce lo ha dato Casaleggio – ha commentato nuovamente Carlo Sibilia sentito dall’AdnKronos -, la nascita del ‘manifesto controVento’ parla chiaro e va in quella direzione. Comunque questa novità, che giunge del tutto inattesa, conferma le mie dichiarazioni, ovvero che Rousseau è un partito politico nel M5S che lavora contro il Movimento e con i soldi dei suoi parlamentari”.

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