Stop alla costruzione del gasdotto russo Nord Stream 2: chiunque vi partecipi finirà sotto il tiro delle sanzioni americane. Gli Stati Uniti di Joe Biden calano un ultimatum sul “progetto geopolitico” di Putin e mettono alle strette la Germania di Angela Merkel. Europa al bivio

Altro che passo indietro. Joe Biden torna a colpire la Russia, questa volta con un durissimo monito all’Europa: il gasdotto russo Nord Stream 2 che unisce la Germania al Mar Baltico non deve essere completato. “Questo condotto è un progetto geopolitico russo che vuole divider l’Europa e indebolire la sicurezza energetica europea”, recita una nota del Dipartimento di Stato guidato da Anthony Blinken.

“Come ha detto il presidente, il Nord Stream 2 è un pessimo accordo – per la Germania, per l’Ucraina e per i nostri alleati e partner nell’Europa centrale ed orientale. Il Dipartimento sta monitorando gli sforzi per completare il Nord Stream 2 e sta raccogliendo informazioni sulle entità che sembrano coinvolte”.

Una vera e propria mannaia che si abbatte sulla Germania di Angela Merkel. Lì, sulle spiagge di Greifswald, dovrebbe terminare l’ultimo tratto del gasdotto russo gestito dal colosso di Stato del gas Gazprom lungo 1200 chilometri. “Le sanzioni che il Congresso ha approvato nel 2019 ed espanso nel 2020 godono un ampio supporto da una maggioranza congressuale bipartisan – prosegue il comunicato al vetriolo di Foggy Bottom – l’amministrazione Biden si impegna ad attuare quella legge. Il Dipartimento ribadisce il monito che qualsiasi entità inclusa nel gasdotto Nord Stream 2 rischia le sanzioni americane e dovrebbe immediatamente abbandonare i lavori sul gasdotto”.

L’ultimatum da Washington DC segnala un’accelerazione della crisi diplomatica fra Stati Uniti e Russia dopo che Biden in un’intervista all’Abc ha definito Putin “un assassino” promettendo che “la pagherà” per aver interferito nelle elezioni presidenziali, dichiarazioni cui Mosca ha risposto richiamando il suo ambasciatore.

A febbraio un nuovo pacchetto di sanzioni americane si era abbattuto sul progetto spingendo alcune delle aziende impegnate nella costruzione del gasdotto, fra cui la svizzera Zurich Insurance Group, a sospendere o abbandonare i lavori. Il governo tedesco non ha ancora sciolto la riserva sul proseguimento della costruzione e in queste settimane si è scoperto spaccato sul tema.

Il ministro degli Esteri Heiko Maas ha già preannunciato che il blocco del Nord Stream II potrebbe rientrare in un nuovo round di sanzioni contro il Cremlino per il caso Navalny e la stessa cancelliera Merkel ha aperto di recente a una possibile interruzione. Fra i più decisi sostenitori c’è l’ex cancelliere della Spd Gerard Schröder, oggi membro del Cda della società Nord Stream 2. Negli ultimi mesi è intervenuto sulla vicenda anche il Parlamento europeo, chiedendo con due risoluzioni di sospendere i lavori per il condotto russo dal Mar Baltico.

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