L’economista del Gruppo dei 20 di Tor Vergata: il piano americano di aiuti all’economia è la strada più giusta per uscire dal tunnel. E anche gli altri mercati avranno di che guadagnare. La Bce? I suoi sforzi non sono finiti qui. E sul Recovery Fund…

Forse ha davvero ragione Joe Biden quando, parlando del maxi-piano da 1.900 miliardi di dollari, appena approvato dal Congresso americano, lo definisce una pagina nuova della storia americana. D’altronde, cifre alla mano, l’American Rescue Plan è uno dei pacchetti più sostanziosi da quando gli Stati Uniti sono una nazione.

E allora, dice a Formiche.net, Pasquale Lucio Scandizzo, economista e membro del Gruppo dei 20, il pool di esperti e accademici in seno alle Fondazione Economia di Tor Vergata guidata da Luigi Paganetto, il piano americano può essere davvero il viatico per uscire dalla notte della pandemia.

Scandizzo, il piano approvato dal Congresso prevede 1.900 miliardi a sostegno all’economia. È passato senza che un singolo parlamentare repubblicano abbia votato a favore (avevano invece votato quelli proposti dall’amministrazione Trump). Crede che questo grosso impegno economico sia la strada giusta?

Non solo è giusto, ma è necessario. L’aumento della domanda globale che gli Stati Uniti possono suscitare è di gran lunga quella con un moltiplicatore potenziale maggiore, anche perché il dollaro è ancora la valuta internazionale dominante e la sua forza va esercitata nei modi più opportuni proprio nei momenti di crisi.

Dall’inizio della pandemia il governo Usa ha stanziato 5 mila miliardi di dollari per fronteggiare l’emergenza. Che effetto avrà questa iniezione sull’economia globale?

Credo che contribuirà a finanziare una ripresa vigorosa, a ridurre l’incertezza e a migliorare le condizioni di affidabilità dei mercati internazionali.

I repubblicani sono riusciti a bloccare l’aumento del salario minimo orario a 15 dollari, già adottato da Amazon. Pensa che una misura simile abbia senso negli Stati Uniti?

Penso che vi sia una solida evidenza empirica sul fatto che l’incremento di salario minimo negli Stati Uniti possa migliorare le condizioni di vita senza ridurre il livello di occupazione.

La Fed potrebbe ritoccare la sua politica nelle prossime settimane, in ragione di un miglioramento delle prospettive economiche americane. Invece ieri Christine Lagarde in conferenza stampa è stata poco chiara sugli obiettivi della Bce. Possiamo permetterci di allentare un po’ oppure bisogna continuare sulla strada attuale in termini di politica monetaria?

A me sembra che la Lagarde sia stata chiara. Siamo lontani dagli obiettivi di inflazione e la Bce deve impegnarsi ancora di più nel sostegno monetario della ripresa. Anche in questo caso, non si tratta semplicemente di aumentare la liquidità internazionale, già copiosa, ma di iniettare fiducia nei mercati e nella economia in generale.

Come sarà gestito il debito generato nella fase dell’emergenza sanitaria? Sarà sostenibile? Ci penserà il ritorno dell’inflazione a ridurne il peso? Oppure andiamo verso una fase ‘nipponica’?

C’è un problema di sostenibilità globale del debito pubblico che va affrontato con uno sforzo straordinario di cooperazione internazionale e anche con una riforma degli organismi multilaterali, tra cui il Fmi e il Wto.

Chiudiamo sul Recovery Fund. Quali sono gli investimenti più importanti su cui dovrà puntare il Next Generation Eu

Il Next Generation Eu dovrebbe puntare a una strategia complessiva di crescita economica sostenibile attraverso il ritorno a una pianificazione economica efficace e partecipata e non una mera progettualità di idee sconnesse e di interessi di parte. Gli investimenti principali dovrebbero consistere in interventi sul capitale naturale e sul capitale umano, attraverso infrastrutture sostenibili e smart, sulla salute, istruzione, ricerca e innovazione tecnologica.

E poi? Si può fare dell’altro?

Sì. La riprogettazione degli spazi, il patrimonio culturale e un nuovo modello di turismo sostenibile dovrebbero avere un ruolo di traino nel rilancio delle filiere colpite dal Covid, con l’opportunità di ridisegnare i modelli di vita , di lavoro e di tempo libero delle popolazioni residenti.

Condividi tramite