In apertura della prima seduta dopo 70 giorni di stop, il presidente del Copasir Raffaele Volpi annuncia: riprendiamo i lavori. Poi la sfida: dimissioni di gruppo, e cinque componenti a FdI. Forfait di Urso e Vito (FI). Ma la vera partita non si giocherà sul cavillo legale

O tutti, o nessuno. La Lega lancia il guanto di sfida alla maggioranza nella battaglia per il Copasir. Se Fratelli d’Italia vuole la presidenza del comitato di controllo dei Servizi, allora tutti e dieci i componenti si dimettano e rimettano il loro mandato nelle mani dei presidenti di Camera e Senato. È la proposta lanciata dall’attuale presidente della Lega, Raffaele Volpi, all’inizio della prima seduta convocata dopo più di settanta giorni di stop dovuto al tiro alla fune per la presidenza.

Si apre così una seduta tesissima. E con i forfait, qualcuno atteso, altri no. A Palazzo San Macuto non c’è Adolfo Urso, attuale vicepresidente, senatore di FdI in lizza per succedere a Volpi. Impegnato, la mattina, in un lungo convegno organizzato dal partito sulla sicurezza del 5G, con una passerella istituzionale notevole, da Franco Gabrielli a Vittorio Colao.

Manca anche Elio Vito, il veterano di Forza Italia che siede da anni nel comitato di controllo. Spiega perché in un tweet: “Non ho partecipato alla riunione odierna del Copasir: il rispetto della norma di legge che assegna la Presidenza all’opposizione non può essere discrezionale. Ed i diritti dell’opposizione, in una democrazia, non sono una gentile concessione della maggioranza”.

Ma in pressing c’è anche il Pd di Enrico Letta, che sia in pubblico, sia nel suo primo faccia a faccia con Giorgia Meloni, ha personalmente garantito la benedizione dem sulla presidenza a FdI. Ribadita da Enrico Borghi, componente del Copasir e responsabile Sicurezza del Pd.

Il contropiede leghista gioca tutto su un cavillo legale, che poi cavillo non è. La legge è la 124/2007, la grande riforma del comparto intelligence italiano. Articolo 30, comma 1: la composizione del comitato deve garantire non solo la presidenza all’opposizione, ma anche “la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni”.

Ergo: se si vuole seguire alla lettera la norma, bisogna affidare a FdI cinque membri su dieci. Un’evidente distorsione della rappresentanza, tanto che, nella lunga lettera in risposta a Volpi, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati hanno escluso l’ipotesi, chiedendo piuttosto di mantenere “la stabilità dell’assetto complessivo del Comitato”.

Ma il nodo Copasir non si sbriglierà con le quisquiglie legali. Sarà la politica a dire l’ultima parola. E la politica ha iniziato a muoversi. Per il momento, annuncia Volpi, “il Comitato, comunque, per indicazione dei Presidenti delle Camere, essendo legittimamente costituito, continuerà i suoi lavori nell’interesse nazionale dell’Italia”. Se qualcuno vuole cambiare le regole del gioco, chiude, si lavori a “una modifica della legge 124/2007 da proporre poi alle aule parlamentari”

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