Intesa al ministero dello Sviluppo economico tra sindacati ed impresa per la messa in sicurezza di un pezzo pregiato del “Made in Italy” che opera sul mercato dal 1930. Confermata la centralità del sito produttivo di Mantova e fuoriuscita del personale su base volontaria

Conferma della centralità del sito produttivo di Mantova e fuoriuscita del personale su base volontaria: sono questi i due punti più significativi dell’accordo sulla vertenza Corneliani, raggiunto oggi nel corso di un incontro al Mise. Al tavolo virtuale nel corso del negoziato, convocato ad inizio marzo fino all’epilogo odierno, con sindacati e azienda hanno preso parte i rappresentanti della Regione Lombardia, del Comune di Mantova, di Invitalia, del Fondo Investcorp, e dei soci di minoranza.

I CONTENUTI DELL’ACCORDO SPIEGATI DAI SINDACATI

“In particolare – spiegano le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cils, Uiltec Uil, quelle territoriali dei medesimi sindacati di Mantova e le Rsu aziendali – l’intesa prevede che nella costituenda Newco il sito di Mantova resti il cuore della qualità produttiva delle maestranze e del marchio come vero valore aggiunto della produzione. Quest’ultima resterà a Mantova: vengono infatti confermati tutti gli asset produttivi e occupazionali e non verrà effettuata alcuna delocalizzazione. Come conseguenza della gravissima crisi determinata dallo stato pandemico è stato indicato un percorso ristrutturazione con incentivazione che riguarderà circa 150 unità tra pensionandi e non, in uscita volontaria. Fino al 30 giugno entrerà in vigore un accordo collettivo aziendale per il riconoscimento di un incentivo all’esodo, e comunque fino al trasferimento alla newco del complesso aziendale si procederà all’utilizzazione dell’attuale cassa integrazione ‘causale Covid 2019’ e di quella per crisi già in essere. L’intesa, inoltre, prevede l’impegno a mettere a disposizione dei lavoratori interessati tutte le risorse inerenti politiche attive del lavoro e politiche per la formazione e riqualificazione del personale e delle professionalità specifiche. L’accordo raggiunto oggi arriva al termine di una vertenza complessa e difficile, che ci ha visti impegnati sin dal primo giorno nell’offrire una speranza per il futuro di questa eccellenza, evitando di mettere fine all’esperienza di oltre 63 anni di un vero fiore all’occhiello del Made in Italy. Adesso vigileremo sull’operato del Fondo Investcorp e sulla corretta applicazione dell’accordo”.

IL RUOLO DI INVESTCORP

È Investcorp, con un investimento di 7 milioni di euro, ad aver sbloccato il pacchetto di sostegno da 10 milioni per Corneliani approvato al Mise. La società, uno dei principali provider e gestori globali di prodotti di investimento alternativi, aveva annunciato il 23 marzo scorso che i suoi investitori avevano deciso di stanziare altri 7 milioni di euro nella propria società di portafoglio, Corneliani. Le nuove risorse di fatto hanno sbloccato un pacchetto di sostegno di 10 milioni di euro approvato dal dicastero dello Sviluppo Economico nel luglio 2020″. “Siamo felici che Corneliani verrà supportata e che questo marchio storico sopravviverà dopo che la crisi senza precedenti causata dal Covid-19 ha messo l’azienda sotto grande pressione, provocando un drammatico calo della spesa dei consumatori e chiusure prolungate dei negozi”, ha dichiarato Hazem Ben-Gacem, co-amministratore delegato di Investcorp. “La nostra speranza è che questo nuovo investimento, insieme al generoso sostegno del Mise, contribuisca alla svolta di questo incredibile marchio, a beneficio dei suoi talentuosi dipendenti e dei suoi clienti. Investcorp – ha continuato Hazem Ben-Gacem – è fiduciosa che l’amministratore delegato Giorgio Brandazza, e il management team riusciranno a riportare Corneliani su una strada di crescita. Desideriamo ringraziare il ministero per aver creato questa straordinaria opportunità, che ora permetterà a Corneliani di concentrarsi sul suo sviluppo e di guardare nuovamente al futuro con speranza”.

LA SODDISFAZIONE DEL MINISTRO

Già il 23 marzo il ministro competente Giancarlo Giorgetti aveva espresso tutta la sua fiducia verso un epilogo positivo del negoziato grazie a quell’investimento “di 17 milioni di euro in una newco nella quale partecipano Invitalia ed investitori stranieri”. Lui stesso aveva ribadito che dei 17 milioni previsti, 7 sarebbero arrivati proprio da Investcorp, l’azionista di maggioranza della società, che avrebbe così avuto il modo di accedere al Fondo marchi storici creato dal Governo” garantendo il concordato in continuità e scongiurando la liquidazione e la scomparsa di una delle storiche aziende tessili italiane”. Ed oggi pomeriggio il ministro ha espresso tutto il suo plauso: “Abbiamo sperimentato – ha detto Giorgetti – un nuovo strumento che prevede l’intervento doveroso dello Stato in alcune situazioni di crisi per quelle aziende che hanno un futuro ma che si trovano ad affrontare crisi legate a momenti difficili come quello che stiamo vivendo. È un modello che ci auguriamo di poter replicare in tutte quelle situazioni di crisi dove ci sia un investitore privato che accetti l’azionista di Stato come socio di minoranza”. Ha proseguito il ministro: “Si regge tutto su un atto di fede che tutti abbiamo compiuto scommettendo sul futuro di un’azienda, un marchio italiano che può vincere la sfida del mercato. Mi auguro che a questo punto non ci siano ulteriori ostacoli alla soluzione della crisi. Dispiace per gli esuberi per i quali sono stati individuati tutti gli strumenti per accompagnarli nel percorso di uscita. Il Mise sarà comunque presente e vigilerà sull’andamento della vicenda aziendale dal momento che è diventato azionista”.

LA STORIA DEL GRUPPO

Alfredo Corneliani, tra i pionieri nel settore moda uomo in Italia, iniziò negli anni ‘30 una produzione artigianale di impermeabili e capi spalla, che furono subito apprezzati dal mercato. Nacque poi a Mantova nella seconda metà degli anni ’50 la Corneliani S.p.A. ed il gruppo in questione si distinse come realtà di riferimento della moda uomo nel mondo. Fino ad oggi Corneliani ha conta 1.300 dipendenti tra la sede di Mantova, gli uffici e lo showroom di Milano, le filiali estere in Cina e negli Stati Uniti e il retail diretto. La distribuzione è stata globale, con oltre 750 punti vendita in tutto il mondo tra department store di lusso, negozi multimarca e 64 negozi monomarca. Nel 2016 Investcorp, società di private equity con oltre 30 anni di investimenti di successo in aziende ad alto potenziale, ha acquisito la maggioranza del capitale con l’obiettivo di proseguire e accelerare lo sviluppo internazionale del brand.

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