Dopo l’incontro tra i ministri degli Esteri di Grecia, Israele ed Emirati a Cipro, i dicasteri della Difesa di Atene e Tel Aviv hanno siglato venerdì “il più grande accordo mai raggiunto nel campo militare tra i due Paesi”. Vale 1,37 miliardi di euro e ruota intorno a dieci M-346, gli avanzati addestratori di Leonardo scelti da Atene, che Tel Aviv fornirà insieme a servizi ventennali per una scuola di volo

È un accordo “enorme”, secondo il ministero della Difesa d’Israele, quello siglato nel fine settimana con l’omologo di Grecia in campo militare per un valore complessivo di circa 1,37 miliardi di euro. Sono da spalmare su vent’anni, quanto la durata dei servizi che l’israeliana Elbit Systems fornirà alle Forze armate greche. Comprende la creazione di una scuola di volo, con dieci addestratori M-346 realizzati da Leonardo. L’intesa segue il via libera del governo di Atene di inizio gennaio, che aveva già ampiamente svelato i dettagli di un accordo su cui si sommano fattori politici, strategici e commerciali.

L’EXPORT MILITARE

Ora è arrivato l’accordo governo-governo, il g2g, utile nel settore della Difesa a facilitare export e vendite industriali, a loro volta funzionali a cementare partnership di natura politica e strategica. A firmarlo per Israele è stato il generale Yair Koles, capo della “Sibet”, la divisione del ministro della Difesa specificatamente impegnata nell’assistenza alle esportazioni delle aziende nazionali. Dopo il g2g, seguirà la fase contrattuale, quella che potrebbe interessare più direttamente il nostro Paese, con la richiesta da parte di Israele di ulteriori M-346.

L’INTERESSE

L’Aeronautica israeliana è il primo cliente estero dell’addestratore di Leonardo (con tre esemplari), tra l’altro un cliente molto esigente, che opera abbondantemente il velivolo per formare i piloti dei propri caccia di quarta e quinta generazione, a partire dagli F-35. L’avanzato velivolo è nei piani anche della Grecia, vista la prima intesa già raggiunta con gli Stati Uniti per una fornitura di venti esemplari. Nasce da ciò l’interesse di Atene per una scuola di addestramento al volo, da inserire nel quadro di un potenziamento complessivo dell’intero strumento militare che ha visto la sottoscrizione, negli ultimi mesi, di numerosi accordi (spiccano i Rafale dalla Francia, l’ammodernamento degli F-16 americani e l’interesse per le Lcs Usa).

IL QUADRO

Da tempo era emerso tra l’altro l’interesse per l’addestratore italiano, che la Grecia ora ottiene da Israele. L’intesa comprende la creazione e l’operatività di una scuola di volo per l’Aeronautica ellenica da parte di Elbit Systems, da stabilire su Calamata, nel Peloponneso, con dieci M-346 per un valore complessivo di 1,37 miliardi di euro per vent’anni. Elbit fornirà infatti anche la manutenzione sui velivoli T-6, si occuperà di realizzare simulatori per la scuola e di disporre il necessario. Per il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz è “il più grande accordo di procurement in campo militare mai siglato tra i due Paesi”. Di più: “Il rafforzamento delle economie israeliana e greca approfondirà il partenariato tra i due Paesi a livello politico, economico e di sicurezza”. Il tutto guarda in particolare alla Turchia, la cui assertività nel Mediterraneo orientale ha preoccupato tanto Tel Aviv, quanto Atene, che ha così preparato per la propria difesa un budget da 5,5 miliardi nel 2021, oltre il doppio rispetto allo scorso anno. Da notare che la firma è arrivata venerdì, mentre i rispettivi ministri degli Esteri si incontravano a Cipro (con il collega degli Emirati Arabi) per approfondire la collaborazione regionale.

NUOVI 346?

Come scrivevamo a gennaio, durante la fase contrattuale potrebbe essere ufficializzata da parte di Israele la richiesta a Leonardo per altri M-346. Difficile infatti che, in un momento di potenziamento della forza aerea, l’Aeronautica israeliana voglia privarsi di buona parte dei trenta addestratori già acquisiti, tra l’altro con un tasso di operatività molto alto. La flotta “Lavi” (questo il nome dato da Israele al velivolo) ha raggiunto lo scorso giugno il record di 50mile sortite, a soli sei anni dalla prima consegna. È la Difesa israeliana a ricordare che il velivolo per l’addestramento avanzato “è considerato di grande successo” e che è già impegnato presso la sua scuola di volo aeronautica.

LA SCUOLA DI VOLO

“Difficile – scrivevamo a gennaio – immaginare che l’intesa tra Israele e Grecia sia a discapito degli interessi italiani; difficile anche ipotizzare che la scuola di volo di Calamata possa concorrere con il progetto italiano dell’International flight training school (Ifts)”. A leggere il comunicato di Elbit si parla anche nel caso greco di scuola “international”. Eppure, i dieci velivoli previsti non sembrano indicare ambizioni particolari oltre i confini nazionali. La Ifts italiana conterà inizialmente su 22 velivoli e altri che se ne potranno aggiungere a seconda delle esigenze; è inoltre immaginata come accademia, operativa dal prossimo anno, corredata da una serie di servizi aggiunti, tra cui uno spazio aereo riservato alla scuola. Riguarderà la quarta fase di addestramento (a Decimomannu), integrata nel caso italiano con la seconda e la terza (sulla base di Galatina). In sintesi, la Grecia si è sfilata dal progetto dell’Ifts, preferendo una soluzione chiavi-in-mano (che Israele ha saputo proporre), mantenendo inalterato l’interesse per l’M-346, intorno a cui Tel Aviv ha costruito la sua proposta.

E TRA ITALIA E ISRAELE?

Il tutto, in una fase di rafforzamento dei rapporti in campo militare tra Roma e Tel Aviv, con gli occhi puntati sulla nuova “piattaforma aerea multi-missione e multi-sensore”, entrato tra le novità del 2020 del Documento programmatico della Difesa italiana. La commissioni competente di Camera e Senato hanno già dato il loro parere favorevole (seppur condizionato a “valorizzare la partecipazione dell’industria nazionale all’allestimento, al funzionamento e al supporto delle piattaforme in oggetto e dei loro sistemi operativi”) per un programma da 1,2 miliardi fino al 2032. Il velivolo sarà basato sul Caew già in dotazione all’Aeronautica militare, frutto delle modifiche apportare sul G-550 dall’americana Gulfstream (già arrivato il via libera del dipartimento di Stato) e dalla israeliana Elta Systems. A fine settembre il segretario generale della Difesa Nicolò Falsaperna firmava con il collega Amir Eshel un accordo per cui Israele acquista un pacchetto di addestramento da Leonardo (per dodici elicotteri AW119KX e due simulatori destinati alla Air Force Flight School), e l’Italia compra nuovi lotti di missili anticarro Spike prodotti da Rafael (già in dotazione a Esercito e Marina), nonché simulatori avanzati per alcuni modelli di elicotteri dell’Esercito, frutto della partnership tra Leonardo e Elbit Systems.

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