Una moneta digitale cinese può creare una sovranità monetaria parallela a quella del dollaro. Oltre a diventare un ulteriore, potentissimo, strumento di controllo su ogni aspetto della vita dei cittadini. L’allarme del Wsj

Lo yuan digitale può far male agli Stati Uniti? Magari non sarà un diretto destro o un gancio sinistro, ma un schiaffo forse sì. Parola del Wall Street Journal: Pechino, attraverso la banca centrale, la People’s Bank of China, ha obiettivi non solo di carattere economico e monetario.

L’e-yuan, che molto presto potrebbe sostituire il contante, rappresenta infatti il segno tangibile dei piani cinesi tesi a rafforzare ulteriormente l’enorme potere di controllo e sorveglianza dello Stato, dal sistema finanziario al funzionamento della politica monetaria, fiscale e oltre. Dietro l’operazione moneta digitale ci sono anche ragioni geopolitiche, che chiamano in causa gli Stati Uniti.

“Mille anni fa, quando il denaro significava monete di metallo, la Cina inventò la moneta cartacea. Ora il governo cinese sta coniando contanti digitali, in una reimmaginazione del denaro che potrebbe scuotere un pilastro del potere americano”, premette il WsJ. Il fatto è che “la Cina sta trasformando la stessa moneta a corso legale in un codice informatico. Le criptovalute come il Bitcoin hanno prefigurato un potenziale futuro digitale per il denaro. La versione cinese della valuta digitale è controllata dalla sua banca centrale, che emetterà la nuova moneta elettronica. E si prevede che fornirà al governo cinese nuovi e vasti strumenti per monitorare sia la sua economia che la sua popolazione”. Di più, lo yuan digitale annullerà uno dei capisaldi del Bitcoin: l’anonimato per l’utente.

Il timore di fondo secondo è insomma che Pechino voglia usare lo yuan digitale per uso internazionale, svincolandolo dal sistema finanziario globale – guidato dagli Stati Uniti – creando una sovranità monetaria e finanziaria parallela. “Per proteggere la nostra sovranità valutaria e lo status di valuta legale, dobbiamo pianificare tutto in anticipo”, ha detto Mu Changchun, l’alto funzionario che guida il progetto presso la Banca popolare cinese.

A partire dallo scorso dicembre, la People’s Bank of China ha avviato il suo secondo programma pilota di valuta digitale, attraverso la distribuzione di 20 milioni di yuan digitali, equivalenti a 3,1 milioni di dollari, ai residenti della provincia di Suzhou, attraverso una lotteria. Ognuno dei 100 mila vincitori ha ricevuto 200 yuan nella nuova valuta digitale, che possono essere spesi per acquisti online o offline. Le autorità cinesi si sono inoltre unite ad alcuni giganti della tecnologia, tra cui Meituan e Didi Chuxing Technology, per testare l’uso dello yuan digitale per servizi come la consegna di cibo e il car sharing.

Ora, il test pilota di Suzhou comprende il doppio dei residenti e il triplo dei commercianti rispetto a quello condotto in ottobre nella città di Shenzhen, nel sud della Cina, prima prova di questo lancio di valuta digitale sostenuta dal governo. Non è tutto. La sperimentazione a Suzhou ha anche ampliato la portata del programma pilota testando lo yuan digitale sui negozi online e introducendo un metodo di pagamento elettronico che non richiede una connessione a Internet.

A Pechino, insomma, hanno preso la questione digitale molto a cuore. La strategia della Cina è chiara: rendere popolare la valuta digitale eseguendo prove e test a livello locale, sia nel 2021, sia nel 2022, per essere pronti per i Giochi olimpici invernali del prossimo anno 2022. In Cina, l’accelerazione sembra essere netta. Non è solo il renminbi digitale sostituirà il contante. Ma darà vita a un nuovo sistema di pagamento che potrebbe minacciare di minare la posizione di mercato di Alipay e WeChat Pay, le due piattaforme estremamente popolari e di proprietà privata gestite da Ant Group (gruppo Alibaba) e Tencent. E ovviamente minerà la sovranità finanziaria Usa.

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